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La statua della Minerva, simbolo dell’Università La Sapienza di Roma

QS World University Rankings

L’Italia scala la classifica globale delle università: settima al mondo e terza nell’Ue. Sapienza sempre prima per Lettere classiche

Il nostro Paese guadagna posizioni, passando dai 56 atenei rappresentati nel 2025 ai 60 di oggi. Se si considerano le singole voci il posizionamento europeo migliora ulteriormente: siamo secondi dietro alla sola Germania

Cronaca - di Natalia Delfino - 25 Marzo 2026 alle 14:25

L’Italia guadagna posizioni e punti nella classifica internazionale della formazione universitaria, stilata ogni anno da Qs-Quacquarelli Symonds, società di analisi globale della formazione universitaria globale. Il rapporto QS World University Rankings by Subject, giunto alla 16esima edizione, analizza in modo indipendente oltre 21mila programmi accademici in più di 1.900 università in oltre 100 Paesi, coprendo 55 discipline e cinque grandi aree di studio: Arti e scienze umane, Ingegneria e tecnologie, Scienze della vita e medicina, Scienze naturali, Scienze sociali, economiche e manageriali.

L’Italia passa da 56 a 60 università nella classifica globale di Qs

Il nostro Paese ha aumentato le presenze in classifica, passando dalle 56 del 2025 alle 60 di oggi, attestandosi settimo per numero di atenei in lista. Le università italiane si sono aggiudicate 163 posizioni nella top 100 mondiale nelle 55 classifiche per disciplina e nelle cinque grandi aree di studio. Se si isola il dato Ue, poi, siamo terzi dietro Francia e Germania, rispettivamente rappresentate con 93 e 72 università. Ma diventiamo secondo, dietro la sola Germania, considerando il numero totale di voci: le 60 università italiane compaiono 769 volte nella classifica di quest’anno, di cui 671 voci nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree di studi. Inoltre, l’Italia è uno dei tre Paesi dell’Ue a vantare una voce classificata al primo posto mondiale, insieme alla Svezia e ai Paesi Bassi, che guidano la classifica con due voci, e si colloca al secondo posto tra gli Stati membri sia per le voci nella top 10 che nella top 20, superata solo dai Paesi Bassi.

Un sistema che coniuga presenza ed eccellenza

I risultati del 2026 confermano, dunque, la solidità del posizionamento internazionale dell’università italiana, mettendo in evidenza un sistema capace di coniugare ampiezza della presenza disciplinare e risultati di eccellenza ai massimi livelli globali. Ne emerge il profilo di un ecosistema accademico articolato, competitivo e riconoscibile, nel quale la forza complessiva del Paese si misura tanto nella diffusione della sua presenza quanto nella qualità dei suoi vertici.

Quacquarelli: «Emerge un sistema universitario di spessore»

«I risultati dell’Italia di quest’anno mostrano un sistema universitario di spessore, con visibilità globale e alcuni punti di forza altamente distintivi», ha commentato Nunzio Quacquarelli, presidente QS, sottolineando che «atenei come Bologna e Sapienza dimostrano il valore duraturo delle università statali italiane, mentre il mantenimento da parte di Sapienza della prima posizione in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo è un esempio di eccellenza globale sostenuta in un campo profondamente legato al patrimonio intellettuale e culturale del Paese».

La sfida è ampliare ulteriormente i punti di forza

«I risultati – ha proseguito l’analista – evidenziano le sfide strutturali che il settore della formazione universitaria italiana deve affrontare. Per l’Italia, la sfida non è semplicemente quella di preservare i punti di forza di lunga data, ma di svilupparli ulteriormente, attraverso continui investimenti nella capacità di ricerca, nella collaborazione internazionale, nell’attrazione e nella fidelizzazione dei talenti e in una più ampia diffusione dell’eccellenza tra le Atenei e le discipline. L’Italia possiede il patrimonio accademico, la base istituzionale e la diversità disciplinare per competere in modo molto efficace sulla scena mondiale. Il passo successivo è convertire tale potenziale in prestazioni elevate e più costanti in tutto il sistema».

La Sapienza prima al mondo per Lettere classiche

Sul piano istituzionale, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna si colloca al primo posto in Italia per numero complessivo di posizionamenti, con 50 presenze, il dato più elevato a livello nazionale. L’Università La Sapienza di Roma consegue invece il risultato individuale di maggior rilievo, assicurando all’Italia con Lettere classiche e Storia antica l’unico primo posto mondiale. La visibilità internazionale dell’Italia nelle diverse discipline è sostenuta in misura prevalente dai grandi atenei pubblici generalisti, che continuano a rappresentare l’ossatura del sistema universitario nazionale. Dopo Bologna con 50 voci e La Sapienza con 46, ci sono l’Università di Padova con 40, l’Università degli Studi di Milano con 38, l’Università degli Studi di Firenze con 34, l’Università degli Studi di Napoli Federico II con 31, l’Università degli Studi di Pisa con 30 e l’Università degli Studi di Torino con 29. Il Politecnico di Milano, pur caratterizzato da un orientamento più marcatamente specialistico, registra 26 presenze, confermandosi tra i principali contributori italiani.

Un quadro che parla di proiezione internazionale

Questo quadro restituisce con chiarezza la cifra distintiva della proiezione internazionale dell’Italia: non un sistema fondato esclusivamente su poche eccellenze isolate, ma una presenza ampia, distribuita e strutturalmente radicata in una pluralità di ambiti disciplinari.

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di Natalia Delfino - 25 Marzo 2026