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L’Istat certifica un’Italia più equa. Calderone: “Le politiche del governo stanno dando i frutti”

Indice Gini giù di 16 punti

L’Istat certifica un’Italia più equa. Calderone: “Le politiche del governo stanno dando i frutti”

Grazie alle misure introdotte nel 2025 dall'Esecutivo guidato da Giorgia Meloni, il sistema di tassazione diretta e di trasferimenti sociali riduce la diseguaglianza nel reddito delle famiglie, valutata dall'indice di Gini, di 16,1 punti percentuali, da 47,3% a 31,2%

Politica - di Eva De Alessandri - 16 Marzo 2026 alle 14:43

Istat foriero di buone notizie nelle ultime settimane per l’Italia e per il governo Meloni, che può iniziare a toccare con mano i risultati delle politiche economiche a sostegno delle famiglie e dei cittadini messi in campo negli ultimi mesi. Nel rapporto diffuso dall’Istituto di Statistica, dal titolo ‘La redistribuzione del reddito in Italia – 2025′ viene rilevato come “il sistema di tassazione diretta e di trasferimenti sociali riduce la diseguaglianza nel reddito delle famiglie, valutata dall’indice di Gini, di 16,1 punti percentuali, da 47,3% a 31,2%. La riduzione è maggiore nel Mezzogiorno (-17,2 punti percentuali) dove si stimano le disuguaglianze più ampie tra i redditi primari”. Tra le misure che hanno determinato questo risultato l’Istat ricorda tra gli altri gli interventi sulla decontribuzione, il bonus fiscale, il passaggio dall’esonero contributivo totale per le lavoratrici madri e l’adeguamento al costo della vita di importi e relative soglie di assegno unico, assegno di inclusione.

 Calderone, ‘dati Istat mostrano politiche in campo danno frutti’

Prima a commentare i dati Istat, interpellata sul tema a margine di un evento della Cisl è stata il Ministro del Lavoro, Marina Calderone che ha accolto positivamente la notizia della riduzione dell’indice Gini di 16 punti percentuali: «E’ un dato estremamente importante e significativo: vuol dire che in questo momento le politiche messe in campo stanno dando i loro frutti». La responsabile del Lavoro del governo Meloni ha sottolineato come questi numeri siano: «una cifra molto importante, significa che c’è un insieme di provvedimenti che stanno portando frutti, a partire dall’aumento dell’importo dell’assegno unico» ma anche «ciò che abbiamo fatto nel 2025 con l’assegno di inclusione per aumentare l’importo degli assegni» e «guardando poi alle politiche e gli strumenti a sostegno dell’occupazione».

Proseguiamo nel nostro lavoro

Non c’è tempo comunque per fermarsi «Noi proseguiamo il nostro lavoro: nel 2026 abbiamo introdotto in legge di bilancio misure importanti, destinando una cifra importantissima, cioè 2 miliardi su 18 totali, a favore del lavoro quindi per la tassazione agevolata degli aumenti contrattuali perché per noi è importante assistere le organizzazioni datoriali e sindacali nella fase di ripresa delle trattative di contratti importanti» perché vuol dire «garantire migliori condizioni di vita e di lavoro e dare la misura dell’importanza del sistema di relazioni industriali italiano», ha evidenziato la ministra.
«Aver ridotto la tassazione sugli aumenti con un’imposta sostitutiva ma anche puntando a sostenere il secondo livello di contrattazione riducendo l’aliquota sui premi di risultato e sugli accordi di secondo livello è importante, così come sostenere dal punto di vista del beneficio economico quello che è classificato come lavoro faticoso. Noi vogliamo lavorare ancora di più e sostenere il lavoro regolare, sicuro e dignitoso sul fronte dei redditi. Questo è quello che stiamo facendo. Ed è importante includere riflessioni sulla contrattazione decentrata perché è la sede in cui si tiene conto di un aspetto importante, che è il coinvolgimento dei lavoratori nelle dinamiche decisionali delle imprese» ha concluso la Calderone.

Tassazione e trasferimenti sociali riduce diseguaglianza di 16,1 punti nel 2025

Andando a vedere i dati Istat nel dettaglio, si evince nel complesso, il sistema di tassazione diretta e di trasferimenti sociali riduce la diseguaglianza nel reddito delle famiglie, valutata dall’indice di Gini, di 16,1 punti percentuali (da 47,3% a 31,2%). La riduzione è maggiore nel Mezzogiorno (-17,2 punti percentuali) dove si stimano le disuguaglianze più ampie tra i redditi primari. Passando agli interventi entrati in vigore nel 2025, si stima che la transizione dalla decontribuzione parziale per i lavoratori dipendenti alle nuove misure fiscali (bonus fiscale e ulteriore detrazione) determini, in media, un incremento di 95 euro annui dei redditi di quasi 13,4 milioni di famiglie: per 6,3 milioni si stima una variazione positiva del reddito per nucleo familiare (+365 euro), per le restanti 7,1 milioni una variazione negativa (-145 euro).

Effetto positivo sul reddito delle famiglie di 415 euro

La rimodulazione delle misure di sostegno ai redditi delle lavoratrici madri ha prodotto effetti sul reddito di circa 900mila famiglie. Per la metà di queste, si stima un effetto positivo sul reddito di circa 415 euro all’anno; si tratta delle famiglie con lavoratrici autonome o dipendenti a tempo determinato con due o più figli che non erano destinatarie nel 2024 di alcuna misura specifica. Per l’altra metà si stima invece una perdita, pari in media a poco più di 1.000 euro annui; in questo caso si tratta di famiglie di lavoratrici a tempo indeterminato madri di due figli che non hanno accesso al bonus di 40 euro (se con reddito superiore a 40mila euro) o che ne ricavano un beneficio inferiore a quello dell’esonero totale dei contributi, di cui erano destinatarie nel 2024.

Benefici per 120 euro annui per 6 milioni di famiglie

L’adeguamento al costo della vita di importi e relative soglie dell’Assegno Unico e Universale (AUU), le modifiche al bonus asilo nido e l’introduzione del bonus nuovi nati comportano, nel complesso, un beneficio medio pari a circa 120 euro annui per oltre 6 milioni di famiglie (il 22,6% delle famiglie residenti). Il miglioramento del reddito è superiore alla media per le famiglie delle fasce centrali della distribuzione (rispettivamente 154 e 192 euro).

Assegno di inclusione e supporto formazione e lavoro da 1300 euro

Le modifiche a soglie e importi dell’Assegno di Inclusione (ADI) e del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) comportano un miglioramento del reddito medio disponibile di oltre 1.300 euro annui a beneficio di un milione di famiglie circa (il 3,9% delle famiglie residenti). La quasi totalità di queste famiglie (92,5%) si colloca nel primo quinto della distribuzione del reddito. Il guadagno comporta un incremento medio del reddito familiare del 10% circa.

Aumenti medi anche grazie a bonus elettricità e gas

L’aggiornamento degli importi dei bonus sociali per elettricità e gas, valutati congiuntamente all’introduzione del bonus straordinario di 200 euro, ha portato a un aumento medio di 168 euro su base annua dei redditi per il 30% delle famiglie residenti. Di queste, il 90% ricade nei primi tre quinti della distribuzione del reddito. Le modifiche al sistema di tasse e benefici introdotte nel corso del 2025 e qui prese in esame migliorano l’equità della distribuzione del reddito disponibile delle famiglie misurata dall’indice di Gini che passa dal 31,41% prima degli interventi normativi al 31,17% dopo la loro attuazione.

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