La classifica di "Forbes"
Le criptovalute battono la Nutella: l’italiano più ricco è Giancarlo Devasini. Chi è davvero il torinese “invisibile” (video)
Nessuna sorpresa al vertice: è sempre Elon Musk l’uomo più ricco del mondo. Il patrimonio del principale azionista di Tesla, di Space X e del social network X si attesta a 839 miliardi di dollari contro 342 miliardi un anno fa. E’ quanto emerge dalla classifica stillata da Forbes pubblicata oggi. Sul podio si classificano gli ex fondatori di Google Larry Page al secondo posto con 257 miliardi di dollari e Sergey Brin con 237 miliardi di dollari. Al quarto posto si classifica il fondatore di Amazon Jeff Bezos con 224 miliardi di dollari e al quinto posto il fondatore di Meta e Facebook Mark Zuckerberg con 222 miliardi di dollari. Seguono Larry Ellison (Oracle) con 190 mld di dollari, il francese Bernard Arnault e famiglia con 171 mld di dollari, Jensen Huang (Nvidia) con 154 mld, Warren Buffet (Berkshire) con 149 mld e al decimo posto lo spagnolo Armancio Ortega (Zara) con 148 mld di dollari.
Secondo ‘Forbes’ ormai ci sono nel mondo 3.428 miliardari: cioè 400 in più rispetto a un anno fa. Insieme possiedono un patrimonio complessivo di 20.100 miliardi di dollari, contro 16.100 miliardi registrati un anno prima. Il patrimonio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che si colloca al 645 esimo posto in classifica a livello mondiale, è aumentato del 27% attestandosi a 6,5 miliardi di dollari, grazie soprattutto alle operazioni di criptovalute.
L’italiano più ricco è Giancarlo Devasini
Il primo italiano in classifica è il fondatore di Teher Giancarlo Devasini al 22esimo posto con 89,3 miliardi di dollari. Al 41esimo posto si classifica Giovanni Ferrero con 48,8 miliardi di dollari, l’erede dell’impero che produce la Nutella, al 46esimo posto l’imprenditore Andrea Pignataro con 42,6 miliardi, al 53esimo posto l’altro fondatore di Teher Paolo Ardoino con 38 mld.
Giancarlo Devasini, cofondatore di Tether, è cresciuto in Piemonte e in origine ha studiato medicina, lavorando per alcuni anni come chirurgo plastico prima di passare al settore tecnologico e finanziario. Una delle sue prime attività imprenditoriali fu vendere computer e componenti elettronici online.
Questo lo portò a entrare nel mondo della tecnologia e dell’e-commerce molto presto, prima dell’esplosione delle grandi piattaforme digitali.
Successivamente è diventato uno dei fondatori della società di criptovalute Tether, con cui ha costruito gran parte della sua fortuna. È noto per essere molto riservato: raramente rilascia interviste o appare pubblicamente. Vive tra Lugano, la Costa Azzurra e Londra. Attraverso Tether ha acquisito una quota della Juventus FC (circa il 5% nel 2025). Nel 2013-2014 molti exchange di criptovalute avevano un problema enorme: le banche chiudevano i conti alle società che trattavano bitcoin. Gli utenti non riuscivano più a depositare e ritirare dollari. L’idea alla base di Tether fu semplice ma radicale: creare un “dollaro digitale” su blockchain che potesse circolare tra gli exchange senza passare dalle banche ogni volta. Secondo diversi racconti, Devasini fu tra quelli che capirono che questo strumento avrebbe risolto un problema pratico immediato del mercato. Nel 2017 Tether subì un attacco informatico: furono rubati circa 31 milioni di dollari in USDT.
La società reagì in modo insolito: bloccò e “congelò” quei token sulla blockchain, impedendo ai ladri di usarli. Questo episodio mostrò che Tether aveva un controllo molto forte sul sistema; la stablecoin non era completamente decentralizzata, cosa che generò molte polemiche nel mondo crypto.