La decisione di Madrid
La Spagna chiude lo spazio aereo ai voli militari coinvolti nella guerra in Iran
Riguarderà gli aerei militari provenienti da basi nel Regno Unito e in Francia
Il governo spagnolo ha ordinato la chiusura del suo spazio aereo a tutti i velivoli statunitensi che partecipano alla guerra in Iran. Lo riferisce il quotidiano El Pais. Madrid non solo non consente l’uso delle basi aeree di Rota (Cadice) e Moron de la Frontera (Siviglia), ma non autorizza i caccia di stanza in paesi terzi europei a utilizzare il proprio spazio aereo.
Dopo le basi la Spagna chiude anche lo spazio aereo
Il rifiuto della Spagna di concedere le basi di Rota e Moron ha aumentato le tensioni con gli Usa, tanto che il presidente Donald Trump ha attaccato il premier Pedro Sanchez. Ma Madrid non ha cambiato linea neppure di fronte alle minacce di Trump di imporle un embargo commerciale.
In queste stesse ore, il premier spagnolo Pedro Sanchez, ha condannato l’uccisione di un soldato della forza di pace Unifil in Libano. “eri mattina presto, in Libano è stata oltrepassata una nuova linea rossa. Un soldato delle forze di pace delle Nazioni Unite e’ rimasto ucciso nell’attacco e altri tre sono rimasti feriti. La Spagna condanna fermamente questi atti”, ha scritto su X. “Chiediamo che venga chiarita la provenienza del proiettile. E invitiamo il governo israeliano a cessare le ostilita’. Gli attacchi contro le missioni di pace delle Nazioni Unite costituiscono un’aggressione ingiustificabile contro l’intera comunita’ internazionale”, ha ammonito.
Lo studio di Moody’s e le conseguenze sui prezzi del gas
Sul fronte economico arrivano segnali allarmanti in caso di interruzione prolungata nello Stretto di Hormuz. Potrebbe infatti ridurre il gas a disposizione dell’Ue di almeno il 3% del fabbisogno annuale di gas a causa delcalo delle spedizioni di Gnl dal Qatar e della maggiore competizione sui prezzi con gli acquirenti asiatici. È quanto emerge da un report di Moody’s sull’impatto per i Paesi europei dei danni agli impianti di esportazione di Gnl del Qatar.
L’Europa si trova ad affrontare una rinnovata pressione sui prezzi del gas dopo i danni agli impianti di esportazione di Gnl del Qatar dopo gli attacchi dell’Iran. I danni alle infrastrutture energetiche hanno ridotto l’offerta globale proprio mentre si entra nella stagione di riempimento degli stoccaggi. L’interruzione, sottolinea l’agenzia di rating, “è destinata a intensificare la competizione per i carichi di Gnl, lasciando alcuni Paesi europei più esposti di altri all’aumento dei prezzi e ai rischi di approvvigionamento”. L’Ue ha importato circa 10 miliardi di metri cubi (bcm) di Gnl dal Qatar nel 2025, equivalenti a circa il 2% delle sue importazioni totali di gas e al 3% della domanda di gas dell’Ue.
Chiusura prolungata dello stretto di Hormuz: le conseguenze
Un’interruzione prolungata nello Stretto di Hormuz probabilmente amplificherebbe lo shock e potrebbe spingere i prezzi del gas in Europa ben oltre i livelli attuali, arrivando potenzialmente a superare i 100 euro per megawattora (MWh). Con gli stoccaggi di gas attualmente al di sotto della media di lungo periodo, sottolinea Mooy’s, il rischio principale è rappresentato da un rallentamento degli stoccaggi estivi, che lascerebbe le riserve sotto i livelli necessari in vista della stagione invernale”.
Le conseguenze per l’Italia
L’esposizione a un deficit di approvvigionamento “è concentrata in Italia e Belgio, poiché il Qatar ha rappresentato rispettivamente il 4% e il 16% delle importazioni totali di Gnl di questi Paesi nel 2024, il che implica potenziali significativi deficit di offerta domestica in assenza di volumi sostitutivi”. L’esposizione della Spagna al Gnl del Qatar “è limitata, intorno al 2% delle sue importazioni di Gnl, mentre Germania e Francia non hanno importazioni dirette dal Qatar. Il Regno Unito importa il 6% del proprio Gnl dal Qatar, pari al 2% delle sue importazioni totali di gas. Anche i Paesi senza esposizione diretta alle importazioni di gas dal Qatar rimarranno vulnerabili all’aumento dei prezzi e alla competizione con gli acquirenti dell’area Asia-Pacifico. La capacità e la disponibilità dell’Europa a pagare prezzi più elevati, che storicamente le hanno consentito di attrarre carichi di Gnl lontano dall’Asia, rappresentano tuttavia un vantaggio”.