Le ipotesi al vaglio
La mossa sospetta di Pechino: azzerati i voli su Taiwan. Per gli analisti militari è un segnale inquietante
La pressione della Cina attorno a Taiwan si sta facendo sentire, anche per gli ultimi avvenimenti in ambito militare. Per due settimane, gli aerei militari del Dragone hanno smesso di sorvolare l’isola indipendente dell’Asia orientale: una pausa insolita che ha fatto riflettere gli esperti, suscitando grande preoccupazione anche per tutti gli osservatori e gli analisti abituati a vedere un ampio movimento nei cieli. Secondo lo specialista Ben Lewis di Plat tracker, citato dalla Cnn, si tratta «della pausa più lunga nelle attività aeree cinesi da quando Taipei ha iniziato a pubblicare dati militari quotidiani. «Francamente – ha aggiunto – è qualcosa che non abbiamo mai visto nella storia recente per quanto riguarda l’attività del Pla attorno a Taiwan».
La Cina interrompe i voli su Taiwan: cosa dicono gli analisti
Inoltre, è dal 27 febbraio che Taipei non registra voli militari cinesi nelle sue vicinanze, con l’unica eccezione di due velivoli avvistati il 6 marzo nella parte sud-occidentale. Poi, domenica 15 marzo, sono stati nuovamente avvistati 15 jet dell’esercito di Pechino. Assenze a intermittenza che lasciano diversi interrogativi tanto che, come ha precisato l’ex funzionario del Pentagono nel desk China-Taiwan Drew Thompson, «tutti hanno una teoria e nessuno ha una risposta». E forse ha ragione anche quando afferma che «l’incertezza è un arma», perché l’obiettivo della Repubblica popolare potrebbe essere quello di mandare in confusione il nemico.
Le ipotesi al vaglio
Le ipotesi degli analisti sul rallentamento dei voli militari cinesi su Taiwan sono molteplici. «Se dovessi scommettere, punterei sulla visita di Trump», ha spiegato Lewis, mentre altri ritengono che, a fronte della “Due sessioni” del Partito comunista, il governo abbia deciso di mantenere la calma. A Taipei, invece, sostengono un’altra tesi: la tattica cinese serve a far credere agli Usa che la pressione sia diminuita nei confronti dell’isola e che non ci sia alcun motivo per temere un’invasione, spingendo il Pentagono ad abbassare le difese e l’attenzione sul tema. La teoria più inquietante è che la diminuzione della presenza degli aerei del Dragone sia dovuta alla preparazione di una nuova fase, in attesa di un eventuale e imminente attacco. Come si suol dire: la quiete prima della tempesta.