Il day after
La lezione di stile di Delmastro: si è dimesso, da innocente. “Lascio per rispetto al governo e alla nazione”
Non è colpevole, non è rinviato a giudizio, non è nemmeno indagato, Ma il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, il giorno dopo l’esito del referendum, ha preferito fare un passo indietro. “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del consiglio”, dichiara in una nota, al termine di un incontro al ministero con il titolare di via Arenula Carlo Nordio. Dimissioni anche per il capo di gabinetto di Nordio, Giusy Bartolozzi, che in campagna referendaria era finita nella bufera per una frase pesante contro i magistrati.
Il ministro, intervenendo a Sky Tg24, in mattinata aveva espresso vicinanza a Delmastro: “Sono certo che il sottosegretario riuscirà a chiarire. Conoscendolo tutto posso pensare di lui, magari qualche eccesso nella comunicazione, ma non che abbia contiguità, simpatie o conoscenze mafiose”.
La bufera su Delmastro e le dimissioni
Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all’indomani dell’esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell’inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa.
Sulla vicenda l’opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì.
Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e il capo di gabinetto di Nordio Giusy Bartolozzi, finita al centro di polemiche per alcune affermazioni fatte prima del referendum: anche lei sarebbe in procinto di ufficializzare le sue dimissioni.
L’addio della Bartolozzi
Le dimissioni di Bartolozzi arrivano all’indomani del risultato del referendum e dopo le polemiche delle scorse settimane per le parole che la capo di gabinetto aveva pronunciato alla trasmissione ‘Il Punto’ sull’emittente siciliana Telecolor. “La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c’è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato”, aveva detto Bartolozzi.
“Quanti processi sono stati fatti non nelle aule giudiziarie, ma fuori dal processo? Quante vite spezzate? Quanti cittadini hanno dovuto sopportare processi per 10-15 anni per poi a un certo punto sentirsi dire ‘sa che c’è? Mi dispiace, non ci sono prove’? La riforma risolve questo perché restituisce credibilità alla magistratura, mettendo dei paletti, degli stop importanti”, aveva sottolineato.
Del resto, “finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire”, aveva aggiunto la capo di gabinetto di Carlo Nordio accennando all’inchiesta che la vede indagata a Roma per false comunicazioni al pm concludendo: “Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”.