Malagiustizia
La Cassazione annulla la condanna all’ex sindaco di Rende, Manna: il comune fu sciolto per mafia
Processo da rifare. L'ex primo cittadino era stato già assolto dopo essere finito in carcere per un'inchiesta di Gratteri
La corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna a 2 anni e 3 mesi all’ex sindaco di Rende, Marcello Manna, per corruzione in atti giudiziari. Manna, penalista, era stato accusato di avere corrotto il giudice Marco Petrini per ottenere l’assoluzione dall’ergastolo di uno sei suoi assistiti, il boss della ‘ndrangheta cosentina Francesco Patitucci. Ma ciò che ha vissuto l’ex primo cittadino rendese è stata un’autentica odissea giudiziaria.
La decisione degli ermellini
In un’inchiesta della Procura di Salerno, Manna era stato accusato di avere corro Petrini, con un filmato nel quale si vede che gli consegna una busta, per fare assolvere Francesco Patitucci dall’ergastolo, cosa che di fatto avvenne. Per gli ermellini della sesta sezione, come riporta Cosenza Channel, “definisce questa costruzione contraddittoria e fondata su un travisamento della prova dichiarativa. Il Collegio evidenzia che la Corte di Salerno ha selezionato solo alcuni interrogatori (31/1/2020, 5/2/2020 e incidente probatorio 13/10/2020), ma ignorando altri passaggi successivi (25/2/2020, 29/2/2020, 17/4/2020) in cui – si legge – Petrini avrebbe ricondotto in modo univoco la dazione “immortalata” dall’intercettazione audio-video al processo Patitucci, spiegando la coesistenza di due distinti episodi corruttivi (Patitucci e Ioele). In sostanza, per la Cassazione il “dubbio” costruito dall’appello non regge perché nasce da una lettura parziale e “distonica” delle stesse dichiarazioni del chiamante”. Processo di appello da rifare. Ma l’odissea di Manna è lunga
L’arresto e l’assoluzione per mafia
Nel settembre del 2022 Marcello Manna fu arrestato su richiesta di Nicola Gratteri nell’operazione Reset per concorso esterno nella qualità di sindaco di Rende. E successivamente imputato per un altro processo a Cosenza. In entrambi i casi in primo grado è stato assolto per non avere commesso il fatto.
Lo scioglimento del consiglio comunale
Nel frattempo, però, la commissione di accesso inviata dal Viminale aveva deciso per lo scioglimento del consiglio comunale che avvenne a maggio 2023. Rende è stata commissariata due anni prima di tornare all’ordinaria amministrazione. E il sindaco e gli amministratori coinvolti sono risultati estranei a tutto.