Le prime premiate
L’8 marzo della Difesa: le donne in divisa sono una «risorsa strategica». E ora c’è anche un premio a ricordarlo
La presenza femminile nell Forze armate rappresenta un valore aggiunto in termini operativi sia sul territorio nazionale sia nelle missioni internazionali. Rauti: «Pari non significa uguali: la diversità è sempre una risorsa»
In vista della Giornata internazionale della donna, il ministero della Difesa ha celebrato la prima edizione del Premio Eccellenza Donne nella Difesa, promosso dal sottosegretario Isabella Rauti per valorizzare il contributo femminile nelle Forze Armate e nell’amministrazione civile della Difesa. Un’iniziativa che racconta un cambiamento ormai consolidato.
Il premio che celebra l’eccellenza delle donne nella Difesa
A oltre vent’anni dall’ingresso delle donne nelle carriere militari, oggi sono più di 25 mila le militari in servizio nelle Forze Armate italiane, circa il 9% del personale complessivo, con una presenza sempre più significativa nei reparti operativi, nelle missioni internazionali e nei ruoli di responsabilità. «Pari non significa uguali: la diversità è sempre una risorsa e la presenza femminile nelle Forze Armate è una risorsa strategica per la Difesa italiana», ha ricordato il sottosegretario Rauti.
Rauti: «Pari non significa uguali: la diversità è una risorsa e nelle Forze Armate è una risorsa strategica»
L’arruolamento femminile ha contribuito a rendere lo strumento militare più vicino alla società che è chiamato a difendere. Un’organizzazione che riflette anche la composizione di genere delle comunità civili riesce infatti a operare con maggiore efficacia sia sul territorio nazionale sia nei contesti internazionali più complessi. Non si tratta soltanto di numeri. L’ingresso delle donne ha portato nelle Forze Armate nuovi approcci operativi e una maggiore attenzione alla dimensione umana delle missioni, ampliando le capacità di intervento e rafforzando il rapporto con la popolazione civile.
L’importanza delle donne nelle missioni internazionali
Durante la cerimonia sono stati attivati collegamenti con i contingenti italiani impegnati in Libano nella missione Onu Unifil e in Kosovo con la missione Nato Kfor. Dal Libano è arrivato anche il contributo del tenente psicologo Tagliacozzo, che ha ricordato come nelle missioni internazionali la presenza delle soldatesse italiane sia spesso determinante nel dialogo con le comunità locali, soprattutto con le donne, contribuendo a creare relazioni di fiducia che favoriscono la stabilità dei territori.
Le premiate e le loro storie
Tra le storie premiate quella del sergente Eva Prayer Galletti della Brigata Paracadutisti Folgore, protagonista di un gesto di grande prontezza e umanità: fuori dal servizio ha sventato il tentativo di suicidio di una donna. Madre di tre figlie, rappresenta anche l’esempio di come sia possibile conciliare l’impegno in uniforme con la vita familiare.
Per la Marina Militare è stata premiata Sonia Bedogni, mentre per l’Aeronautica Militare il riconoscimento è andato a Francesca Lollobrigida. La storia di Francesca Lollobrigida dimostra come sport e servizio possano convivere. Cresciuta in una famiglia legata allo sport olimpico, ha fatto propri fin da bambina valori come disciplina, sacrificio e determinazione. La sua esperienza testimonia che è possibile essere madri e allo stesso tempo campionesse olimpiche, portando nella divisa gli stessi principi di impegno e resilienza dello sport di alto livello.
Per l’Arma dei Carabinieri è stata premiata Noemi Schiraldi, mentre il riconoscimento per il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana è andato a Manuela Leonardelli. Tra le premiate anche Elisa Regalbuto, funzionario tecnico biologo dell’Amministrazione civile della Difesa. Toccante momento della cerimonia il riconoscimento alla memoria del luogotenente dei Carabinieri Mariangela Spedicato, ricordata dal ministro della Difesa Guido Crosetto come una delle prime donne a prestare servizio nella Benemerita e come esempio di equilibrio, competenza e spirito di servizio.
I risultati raggiunti dalle donne in divisa e le nuove sfide
Tra le sfide più rilevanti per le Forze Armate vi è oggi quella di individuare un equilibrio tra le esigenze operative dei reparti e la possibilità per le donne militari di conciliare la carriera con il proprio ruolo nel contesto familiare. Una sfida che lo strumento militare italiano sta progressivamente vincendo, anche grazie a un modello completamente paritario nelle selezioni e nelle carriere. I risultati sono già visibili: nelle Forze Armate italiane cresce il numero delle ufficiali e sono ormai numerose le donne che hanno raggiunto il grado di colonnello, segno di una presenza sempre più consolidata nei ruoli di comando. Un percorso che in poco più di vent’anni ha cambiato il volto delle Forze Armate italiane, rendendole più rappresentative della società e sempre più capaci di esprimere professionalità e credibilità nei contesti nazionali e internazionali.