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Trump: «L’Iran vuole un accordo, sta parlando coi nostri. La guerra finirà presto»

Il punto alla Casa Bianca

Trump: «L’Iran vuole un accordo, sta parlando coi nostri. La guerra finirà presto»

Il presidente Usa definisce Teheran «una tigre di carta» e va in pressing sullo stretto di Hormuz: «Lo hanno sempre usato come arma commerciale»

Esteri - di Gabriele Caramelli - 16 Marzo 2026 alle 19:24

«La guerra finirà presto, il prezzo del petrolio cadrà come un masso». Donald Trump è tornato a parlare del conflitto in Iran nel corso di una conferenza stampa prima di un evento alla Casa Bianca. «L’Iran vuole un accordo. Stanno parlando con il nostro team», ha detto il presidente Usa, aggiungendo che il regime di Teheran «è stato distrutto» e chiarendo che comunque la campagna militare «continua, oltre 7.000 obiettivi sono stati colpiti». E ancora: «Oltre 100 imbarcazioni iraniane affondate nello stretto di Hormuz, di cui trenta posamine che sono ora in fondo al mare». «Bisogna che i Paesi alleati ci aiutino nello stretto di Hormuz», ha sottolineato il presidente americano, per poi tirare una stoccata dolce-amara ad Emmanuel Macron: «Su una scala da 0 a 10, lui è stato da 8. Non la perfezione, ma è la Francia, non ci aspettiamo la perfezione».

Trump: «La guerra in Iran finirà presto»

«L’Iran ha sempre usato lo stretto di Hormuz come un’arma commerciale: stiamo parlando di una tigre di carta», ha detto The Donald, aggiungendo che «in Venezuela abbiamo agito ed è andata bene, stiamo preservando quel petrolio, con l’intervento di grandi aziende».

C’è ancora tensione nella regione mediorientale

Nel frattempo, il governo israeliano sta pensando di inviare le proprie unità navali in appoggio alla Marina statunitense per la riapertura dello Stretto di Hormuz e Trump si aspetta che altri Paesi facciano lo stesso. Inoltre, alcuni resti di un missile intercettore sono caduti vicino all’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. Resta invece un mistero la sorte del nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei, che a seguito di un ferimento gravissimo potrebbe essersi trasferito a Mosca. Da poco la nuova Guida suprema iraniana ha nominato Mohsen Rezaei, ex capitano dei Pasdaran, come suo consigliere militare.

I Guardiani della rivoluzione in Iran hanno minacciato di voler colpire «presto» le compagnie Usa basate nella regione, sollecitando gli impiegati delle aziende ad abbandonare «immediatamente» i siti. Al momento, la compagnia petrolifera nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Adnoc, ha smesso di inviare il greggio al terminal di Fujairah, a seguito di un attacco con droni da Teheran che hanno provocato un incendio nella località. Altri due velivoli Shahed hanno colpito il giacimento petrolifero di Majnoon nel sud dell’Iraq, a est di Bassora.  Sul conflitto in corso è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, spiegando che le missioni Ue Atalanta e Aspides «rimangono con il mandato che hanno».

Gli Usa vogliono salvaguardare la pace a Gaza

Secondo Reuters, gli inviati del presidente americano che fanno parte del Board of peace hanno incontrato rappresentanti di Hamas al Cairo, con l’obiettivo di salvaguardare il cessate il fuoco a Gaza. Ai colloqui è intervenuto Aryeh Lightstone, amministratore delegato dell’Abraham Accord Peace Institute e collaboratore di Steve Witkoff. 

 

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di Gabriele Caramelli - 16 Marzo 2026