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Iran, Meloni telefona ai leader delle opposizioni per aprire un tavolo di confronto. E il campo largo esplode

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Iran, Meloni telefona ai leader delle opposizioni per aprire un tavolo di confronto. E il campo largo esplode

Le opposizioni non riescono proprio a dare prova di maturità. Di fronte alla disponibilità della premier a collaborare sulla crisi internazionale ognuno va per conto suo. M5S e Avs rifiutano, Calenda li fa a pezzi

Politica - di Gabriele Alberti - 12 Marzo 2026 alle 21:42

Giorgi Meloni compie un gesto di grande maturità politica telefonando ai leader dell’opposizione per istituire un dialogo di collaborazione sulla situazione del conflitto in Medio Oriente. A darne notizia prima di tutti è la segretaria del Pd, Elly Schlein nel tardo pomeriggio: “Mi ha telefonato la presidente Meloni, siamo rimaste d’accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che fosse necessario in una situazione: quella che riguarda il conflitto in Medio Oriente, molto preoccupante anche in riferimento all’attacco che c’è stato alla nostra base a Erbin”. La leader dem si trovava a un’iniziativa per il No al referendum a Venezia.

Sarebbe opportuno – in sintesi l’input della premier – remare insieme per rendere più forte la voce dell’Italia in questo momento, delicato come pochi altri nella storia recente: che pone davanti a difficoltà enormi ed evoluzioni continue. Che preoccupano ancor più dopo l’attacco alla base italiana ad Erbil. Uno scenario che sarà al centro del Consiglio supremo di difesa, convocato al Quirinale domani alle 10 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Schlein: “Con Meloni ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che fosse necessario”

Secondo quanto si apprende la premier, oltre alla segretaria Elly Schlein ha contattato tra gli altri: il presidente M5s Giuseppe Conte, i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il segretario di Azione Carlo Calenda e il presidente di Italia Viva Matteo Renzi. La premier ha fatto sapere che aggiornerà le opposizioni sull’evolversi della situazioni. Carlo Calenda accoglie con spirito partecipativo il gesto della premier in un momento di grande criticità internazionale:

Calenda: “Mi ha chiamato Meloni. La disponibilità del governo va accolta”

“Ho ricevuto una telefonata da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ho dato piena disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo istituzionale sulla questioni di politica estera”. E ha stigmatizzato l’ accoglienza tiepida degli altri leader dell’opposizione: “Ho capito che le altre opposizioni, sbagliando, non si vogliono sedere. Lo ritengo un grave vulnus istituzionale: perché ci sono due guerre ai confini dell’Europa e la disponibilità del governo a informare le opposizioni, anche in una sede più raccolta e riservata, oltre che in Parlamento, è una cosa positiva che va accolta”, aggiunge il leader di Azione.

Italia Viva: noi ci siamo

Accoglie l’apertura a collaborare Italia Viva che in un nota precisa: “La Presidente del Consiglio ha offerto alle opposizioni un tavolo di confronto permanente sulle questioni di politica internazionale. La proposta arriva in ritardo ma è ben accolta da tutti noi. Italia Viva conferma la massima disponibilità a confrontarsi a tutti i livelli: in Parlamento, a Palazzo Chigi, nei tavoli che la Premier vorrà convocare”. Anche da + Europa Riccardo Magi si dichiara disponibile.

Immaturi, Bonelli, Fratoianni e Conte: “Per noi non c’è nessun tavolo”

A chi si riferiva Calenda? A coloro che falliscono sempre la prova di maturità. Infatti gli altri nicchiano: bene il confronto ma… Aggiornamenti regolari sì, ma sulle modalità con cui la premier dovrà comunicare con le opposizioni si registrano opinioni diverse nel centrosinistra. Dal M5s viene ribadito quel “niente passerelle” pronunciato da Conte, subito dopo l’apertura di Meloni ieri in Parlamento. Stesso approccio da Avs. “Abbiamo detto alla presidente Meloni che per noi non c’è nessun tavolo”, spiega Angelo Bonelli. “Meloni dice che sul gas va tutto bene, che Trump va bene, che a Gaza non succede niente…Su cosa tiene questo tavolo? Se fai il tavolo per fare le passerelle, noi non ci stiamo. Noi i cittadini italiani non li prendiamo in giro e non ci facciamo prendere in giro. Quindi, se ci vuole informare ci informi, trovi la modalità. Per noi il luogo deputato è sempre il Parlamento”.

Chiosa Calenda: “C’è una cosa che non comprendo: in questi giorni ho letto da parte della sinistra tonnellate di comunicati che chiedevano a Meloni di venire in aula. Ma soprattutto di condividere di più le informazioni e le iniziative sulla crisi in Medio Oriente. Ora la premier ha offerto di aprire un tavolo a Chigi con le opposizioni. Mi sembra dovere e interesse di tutti accettare. Altrimenti anche le critiche che hanno un fondamento finiscono per sembrare pretestuose”. Il fatto è che alcuni non riescono a superare  l’interesse di fazione neanche quando è in ballo l’interesse nazionale. Lo scrive su X Carlo Calenda, leader di Azione.

 

 

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