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Iran, Meloni al Tg5: “La stagione del caos figlia della guerra in Ucraina”. “Referendum, i sostenitori del No hanno bisogno di mentire…”

Venti di guerra e giustizia

Iran, Meloni al Tg5: “La stagione del caos figlia della guerra in Ucraina”. “Referendum, i sostenitori del No hanno bisogno di mentire…”

Politica - di Angelica Orlandi - 2 Marzo 2026 alle 20:25

“Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato il suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato una stagione di caos”. La disamina della premier, Giorgia Meloni, ai microfoni del Tg5, parlando delle tensioni dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e della risposta di Teheran con i droni, che hanno raggiunto anche Cipro.

Meloni al Tg5: “Droni su Cipro? La situazione mi preoccupa”

La situazione “mi preoccupa ovviamente. Perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga. E’ la ragione per la quale l’Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale”. “Noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche”, conclude.

“L’accordo sul nucleare è fallito”

Dopo una giornata complicata, dominata dai venti di guerra, dalle informativa di Crosetto e Tajani sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo oggetto di attacchi iraniani, la premier specifica:  “L’Italia si era molto spesa perché si arrivasse a una accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale. E noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche. Dopodiché quell’accordo è fallito e Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei”.

“Noi impegnati ad assistere gli italiani bloccati”

La priorità, ribadita dalla premier è essenziale: “Attualmente il governo ovviamente è impegnato a dare assistenza ai migliaia di italiani bloccati, in particolare nei paesi del Golfo. Siamo in contatto con quei paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei. L’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi. Ma penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”.

“Il ministro Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro”

Il fenomeno del terrorismo legato al fondamentalismo islamico “è  molto complesso perché agisce anche attraverso azioni dei singoli e, quindi, non si può mai abbassare la guardia- risponde al Tg5- . “E’ la ragione per la quale il ministro Piantedosi oggi ha convocato il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza. Tutte le realtà che sono dedicate a questo tema sono mobilitate, a partire dalla nostra intelligence”, ha teso a rincuorare la premier. E alle domanda sul ministro della Difesa ha tagliato corto. “Il ministro Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro…”. Ironie e veleni non sono mancati, neanche in un momento drammatico. La sinistra ha speculato persino sulla disavventura del ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai con la famiglia dall’attacco Usa all’Iran. M5S e Pd arrivano fino al punto di chiedere le dimissioni del ministro. Ma Meloni ha stroncato la penosa polemica.

Referendum: la riforma è talmente giusta che…

L’intervista al Tg5 segue poi la seconda direttrice, il referendum sulla giustizia a poche settimane dal voto. Perché votare Sì al referendum sulla separazione delle carriere?  “Perché è una riforma necessaria per modernizzare l’Italia – risponde Meloni- . Perché è una riforma giusta, tanto giusta che i sostenitori del No hanno bisogno di mentire per essere convincenti”. Altro punto determinante: “Si dice che con questa riforma noi vogliamo sottomettere la giustizia alla politica. Solo che è falso – osserva Meloni -. Perché la riforma fa esattamente il contrario. Toglie la facoltà al Parlamento e ai partiti di indicare una parte del Csm, ovvero dell’organo di autogoverno della magistratura; e toglie la facoltà alle correnti ideologizzate della magistratura di decidere sull’altra parte dei membri del Csm”.

“Il tema delle riforma riguarda tutti e se non funziona…”

E, cosa fondamentale,  il tema della riforma della Giustizia “riguarda tutti, ogni giorno, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno dei problemi con la giustizia. Perché i giudici decidono su moltissime cose: immigrazione, sicurezza, salute, libertà dei cittadini, lavoro”.  La Giustizia “è uno dei tre poteri fondamentali per governare lo Stato. E se non funziona, purtroppo, ricade su di loro”, ha sottolineato la premier riferendosi agli elettori.

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di Angelica Orlandi - 2 Marzo 2026