Iran "liberato"
Conte e Schlein sono tristi. Non attaccano gli Ayatollah ma Meloni: “Non ha fermato gli Usa”
L’opposizione non fa sconti alla linea dell’anti-melonismo, che tanti voti gli fa perdere, neanche in caso di eventi eccezionali come una guerra. L’imbarazzo è palese, le linee, come sempre, divergenti, se non nelle urla contro il governo, accusato perfino di ciò che fa Trump. Nelle ore in cui gli Usa e Israele attaccavano l’Iran, i pro-Pal che vivono nelle viscere del M5S e del Pd, e che anche domani scenderanno in piazza a Milano, condizionavano le dichiarazioni dei due leader, e anche quelle dei leader di Avs. Conte era costretto ad attaccare il governo per non dare ragione a Trump e festeggiare la liberazione dell’Iran dagli ayatollah, ma senza festeggiarne la cacciata, anzi. Idem per la Schlein, che non si spinge al punto da schierarsi col regime iraniano, ma sorvola sulla possibile caduta dello stesso, per scagliarsi contro l’esecutivo che non sarebbe stato avvisato dagli Usa e soprattutto non sarebbe riuscito – pensate un po’ – a fermare il conflitto.
Iran, la triste posizione dell’opposizione di Schlein e Conte
“Inutile girarci intorno: non ci sentiamo tutelati da questo Governo”, sbotta il presidente M5S Giuseppe Conte che sui social aggiunge: “Presidente Meloni lei ha dimenticato il nostro tricolore, la nostra Costituzione. Il ministro Tajani che si passa tra le mani il cappellino Maga di Trump e il ministro Crosetto isolato a Dubai come un turista qualsiasi sono le immagini più emblematiche della perdita della dignità politica.”L’Italia a guida Meloni che – secondo i media controllati dalla maggioranza – doveva assicurare dialogo e ponti fra Stati Uniti ed Europa non sapeva nemmeno dei pesanti attacchi di Usa e Israele sull’Iran – prosegue -. Al punto che il ministro della difesa Crosetto è andato venerdì a Dubai ed è rimasto bloccato lì… il sangue continua a scorrere con le bombe, come quelle che hanno causato 108 vittime in una scuola femminile in Iran, lo stop allo Stretto da cui passa il petrolio che pagheremo caro tutti quanti. Tutte conseguenze di scelte unilaterali di Usa e Israele su cui Italia ed Europa non hanno avuto alcun ruolo se non quello di ‘osservatori…”.
Il Pd accusa il governo di non essere intervenuto
Stessa linea, ma solo sull’anti-italianismo, anche da Elly Schlein, che rimprovera la Meloni di non aver fermato “il suo amico Trump”. “Khamenei era un dittatore sanguinario di cui non sentiremo la mancanza. Al contempo noi riteniamo sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale”, dice la segretaria del Pd, che mette i paletti. “Siamo tutti convinti che il regime teocratico dell’Iran non possa sviluppare un’arma nucleare, ma il modo per impedirlo non sono i bombardamenti e la guerra, è la via negoziale e diplomatica… Meloni non interviene, eppure l’amicizia che rivendica con Trump non gli ha impedito di non avvertirla dell’attacco, tanto da avere il nostro ministro della Difesa bloccato a Dubai. Noi siamo stati nelle piazze contro il regime teocratico e liberticida di Teheran, contro la repressione brutale che ha visto il massacro di decine di migliaia di manifestanti, abbiamo chiesto di inasprire le sanzioni e di isolare il regime con ogni sforzo diplomatico della comunità internazionale. Che ora deve impegnarsi per una transizione democratica e pacifica in Iran, di cui dev’essere protagonista il popolo iraniano che ha lottato per la libertà e la democrazia”.