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Imparato: “Occasione persa, peccato. L’Anm si è comportata come un partito politico”

Sostenitrice del sì

Imparato: “Occasione persa, peccato. L’Anm si è comportata come un partito politico”

La pm è stata oggetto di scherno da parte dei colleghi dell'Anm a Napoli appresa la notizia della vittoria del no al referendum. Lei non si cura di loro "Lascio ad altri i cori da stadio e i balletti" e non ha rimpianti "rifarei quello che ho fatto"

Politica - di Eva De Alessandri - 24 Marzo 2026 alle 10:41

E’ stata una delle voci e dei volti della campagna referendaria a sostegno del sì alla riforma della giustizia. Ci ha messo passione, convinzione e tanto coraggio, perché uscire fuori dal coro e non allinearsi a chi finora ha sempre comandato e continuerà a farlo dopo l’esito delle urne, è stata una scelta davvero audace. Annalisa Imparato, pm presso la procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere l’ha fatta. E ieri, chiuse le urne e appreso il risultato definitivo del voto, è stata il bersaglio di cori di scherno e irridenti dei suo colleghi dell’Anm napoletani.

Imparato non si cura di loro

Uno spettacolo poco edificante per del magistrati che rappresentano la legge, molto distante da quello che ci si aspetterebbe di vedere da giudici terzi che devono mantenere morigeratezza dentro e fuori le aule dei tribunali in virtù del loro ruolo. Farsi esempio e incarnare il più alto senso di giustizia e istituzionale. Come ha scelto di fare anche in questa circostanza Imparato. Da persona seria non ha racconto la provocazione e non ha perso la calma. Ha scelto la via del “non ti curar di loro ma guarda e passa” perché come dice il proverbio popolare “il miglior disprezzo è la noncuranza”: «Lascio ad altri i cori da stadio e i balletti» ha detto in una intervista al Corriere della Sera, che l’ha sentita a caldo. «In una democrazia matura si accetta il voto popolare perché in una democrazia matura il popolo è sempre sovrano. Accetto dunque il risultato con senso responsabilità».

Domande inevitabili su figure di Stato che saltano intonando cori politici

Tuttavia inevitabile notare che «per quanto riguarda i coretti, osservo che vedere figure di Stato cantare e saltare intonando canzoncine che hanno valenza politica fa porre più di un interrogativo perché protagonisti di questo episodio sono le stesse persone che già stamattina hanno dovuto varcare le porte delle aule dei tribunali e comunicare agli imputati di essere terzi e imparziali e di essere mossi solo da un ideale di giustizia. Su andiamo, è emerso chiaramente dal voto che si è trattato di un confronto solo politico» ha spiegato, ricordando anche tra le righe i medesimicori che i colleghi di Napoli ha riservato anche alla premier Meloni.

Anm schierata come un partito politico

Imparato pone una domanda seria a margine di due mesi di campagna referendaria: «Non voglio ergermi su un piedistallo. Non è però fuorviante osservare che in questa competizione oltre al centrodestra e al centrosinistra era schierata l’Anm. Si tratta di un dato di fatto incontrovertibile» che l’Associazione nazionale magistrati «Si è comportata come un partito politico. In alcune chat i toni della discussione erano sconvolgenti, intimidatori nei confronti dei magistrati schierati per il Sì».

Donna di Stato che rispetta la grammatica istituzionale

La pm non nasconde le tensioni riscontrate nel suo ufficio, spiegando però che «La situazione era già pesante da parecchio tempo. Si immagini negli ultimi giorni. Ma io da donna di Stato ho sempre rispettato la grammatica istituzionale». A tornare al lavoro al fianco di colleghi che hanno sostenuto il no «Io certamente non avrò problemi. Sarò al mio posto con la schiena dritta e con le spalle larghe. Come le ho già detto all’inizio, lascio ad altri i cori e i balletti». Ma «al di là delle polemiche, si è persa comunque l’occasione per cambiare il sistema giustizia e per aprire una stagione di riforme. Peccato».

Nessun rimpianto

Per Imparato «Il problema è stato l’eccessiva politicizzazione del dibattito. Il risultato ci restituisce un orientamento degli italiani ben delineato e definito» però non ha rimpianti: «Rifarei esattamente tutto quello che ho fatto. Con la stessa intensità, passione e, naturalmente, senso dello Stato».

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di Eva De Alessandri - 24 Marzo 2026