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Il pm Massimo Russo in una foto d’archivio

In vista del referendum

Il pm Massimo Russo: «Voto sì, mi sono messo nei panni del cittadino e ho cambiato idea sulla separazione delle carriere»

Già presidente dell'Anm di Palermo e segretario di una corrente, la toga spiega perché ha deciso di «metterci la faccia»: «Ho fatto il magistrato perché ci credo e l'ho fatto in Sicilia perché voglio servire la mia comunità»

Politica - di Natalia Delfino - 14 Marzo 2026 alle 13:28

Il punto di svolta è stato quando si è messo «nei panni del cittadino». È stato allora che il pm di Palermo Massimo Russo ha compreso la necessità della separazione delle carriere. A raccontarlo è stato lui stesso nel corso dell’evento per il Sì al referendum organizzato in città da Forza Italia.

Il Pm Massimo Russo: «Voto Sì e ci metto la faccia»

La decisione «di votare convintamente sì al referendum» è arrivato «dopo una sofferta meditazione, perché in passato sono stato presidente dell’Anm di Palermo e segretario di una corrente della magistratura», ha spiegato il magistrato, chiarendo che «ho cambiato opinione quando ho cominciato a mettermi nei panni del cittadino» e ricordando che questa è la prima volta che «si modifica la Costituzione nella parte che riguarda la magistratura».

Il punto di svolta «quando mi sono messo nei panni del cittadino»

«Io non faccio appelli, l’unico appello che faccio è di esercitare il nostro diritto: di andare a votare. Ma votate solo dopo essere stati informati. Sono stato nelle parrocchie, nelle scuole, a portare la mia esperienza», ha proseguito Russo, sottolineando che «un’istituzione forte come quella della magistratura non può temere il cambiamento, semmai lo guida». «Lo guida – ha precisato – portando il proprio contributo di esperienza e non mettendosi contro come, purtroppo, ha fatto l’Associazione nazionale magistrati scendendo nell’agone politico e chiedendo il consenso e, in questo caso, politicizzando la magistratura».

L’Anm ha «politicizzato la magistratura»

«L’Anm non deve chiedere il consenso. La magistratura deve esercitare il proprio ruolo di assoluta indipendenza e autonomia nell’ambito della legge. Il parlamento è fatto da coloro che sono eletti dal popolo. Questo è l’architrave del nostro sistema e non lo dobbiamo per nulla spostare», ha chiarito Russo, ricordando anche che «la separazione delle carriere è una storia che viene da lontano, parte dal 1988, e non viene nemmeno dalla destra, viene dalla sinistra e io sono stato spinto anche a metterci la faccia».

Una riforma che viene da lontano e «dalla sinistra»

«Io ho fatto il magistrato perché ci credo e l’ho fatto in Sicilia perché voglio servire la mia comunità. Sono abituato a metterci la faccia cioè io pago un prezzo, anzi l’ho già pagato ma poco importa, non rinuncio – ha concluso il pm – alla mia libertà e alla mia cultura e al mio pensiero».

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di Natalia Delfino - 14 Marzo 2026