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I soliti quattro disperati dei collettivi rossi contestano Meloni fuori dal teatro Parenti. Indovinate, chiedono le dimissioni…

Pochi e sconclusionati

I soliti quattro disperati dei collettivi rossi contestano Meloni fuori dal teatro Parenti. Indovinate, chiedono le dimissioni…

Politica - di Angelica Orlandi - 12 Marzo 2026 alle 20:42

“Fuori al Teatro Parenti ridicola protesta di quattro disperati: una ventina scarsa di persone non potrebbero che definirsi in questo modo, a pochi metri dal Teatro Parenti hanno chiesto le dimissioni del Governo rivolgendosi direttamente al Presidente Giorgia Meloni”. Per tutto il pomeriggio sono rimasti in attesa della premier intervenuto in chiusura della kermesse di FdI sul sì al referendum. “Questi poveretti, ancora non si capacitano, che alla guida del Governo c’è una donna forte, coraggiosa senza scheletri nell’armadio. Che, da tre anni e mezzo quasi a questa parte sta pensando al solo interesse dell’intera nazione. Cosa che, da numerosi anni, nessun altro premier aveva fatto prima di lei”. Sono le parole del deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato. 

I collettivi rossi attendono Meloni, il solito spettacolo patetico

Il presidio fuori dal teatro Parenti è stato organizzata dalla sigla di estrema sinistra Potere al Popolo, con una ventina di persone. A corredo, gli immancabili  collettivi Cambiare Rotta e Opposizione studentesca. Le loro motivazioni sono di altissimo profilo… “Giorgia go home”, “Governo Meloni, dimissioni”, “Chiediamo diritti e ci danno polizia, questa è la loro democrazia”: sono alcuni degli slogan scanditi durante la contestazione. Una manifestazioni in cui entra in un unico calderone anche la protesta per Gaza: “Meloni, la Palestina sarà il tuo Vietnam”, con le solite accuse di appoggiare nei fatti il governo di Israele nelle stragi a Gaza. Tutto entra in questa variegata protesta tranne il motivo per cui la premier è a Milano: la questione giustizia e il referendum.

Le minacce alla direttrice del Teatro Parenti di Milano

“Un quartiere militarizzato per la sfilata di Meloni. Oggi al teatro Parenti va in scena un teatro degli orrori“. I soliti “quattro disperati”- per dirla con  De Corato- fanno un ‘mischione’: “No alla guerra sociale contro salario e diritti; no a svolte autoritarie; no a riarmo; no a complicità Usa-Israele”. Insulti indegni  anche al teatro Parenti, che “già in passato si è macchiato di sionismo ospitando esponenti del governo israeliano”. La direttrice della struttura è una donna coraggiosa, tra l’altro di sinistra: cosa che ai quattro disperati sfugge. Lo ha rimarcato Ignazio La Russa in apertura di convegno.

“Il primo ringraziamento lo rivolgo a chi se n’è infischiata delle stupide polemiche che sono apparse sui giornali. Perché, pensate un po’, ha concesso al ‘Si” e a Fratelli d’Italia la possibilità di utilizzare questo teatro”. La direttrice del Parenti è Andree Ruth Shammah. “Grazie a Ruth Shammah che, per chi non lo sapesse, è una icona della sinistra. Della cultura, perlomeno” e che “aveva già concesso altre due o tre volte questo teatro anche ad Alleanza nazionale. Ha avuto coraggio, e noi la ringraziamo”, ha detto il presidente del Senato.

 

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di Angelica Orlandi - 12 Marzo 2026