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Gratteri ci ricasca con le fake su chi vota No al referendum: arruola Sal Da Vinci. E gli va di nuovo malissimo

Allora è un vizio?

Gratteri ci ricasca con le fake su chi vota No al referendum: arruola Sal Da Vinci. E gli va di nuovo malissimo

Gratteri ha detto che Sal Da Vinci voterà No, ma non è vero. Il procuratore era già incorso in uno scivolone simile con una finta intervista di Falcone. In entrambi i casi è successo su La7, tv richiamata dall'Agcom a un maggiore rispetto della par condicio

I Video del Secolo - di Annamaria Gravino - 10 Marzo 2026 alle 13:54

C’è da augurarsi che le indagini le faccia meglio di come verifica le notizie, perché per la seconda volta il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, per sostenere il No al referendum incorre nella diffusione di una fake news. Dopo quello con la falsa intervista di Giovanni Falcone, il nuovo “incidente” ha coinvolto Sal Da Vinci, arruolato al fronte del No, nonostante una sua netta smentita. Come il precedente, lo scivolone si è verificato su La7.

Gratteri: «Sal Da Vinci ha detto che vota No». Ma non è vero

A denunciare il caso è stato il Comitato “Sì Riforma”, che ha rilanciato sui propri social la clip di Gratteri e Massimo Gramellini, di cui era ospite a In altre parole. «Voglio chiudere con un sorriso, da procuratore di Napoli è contento che Sal Da vinci abbia vinto il Festival?», chiede Gramellini. «Guardi e creda, non l’ho visto Sanremo», risponde Gratteri. «No, sa perché glielo dico, perché il titolo della canzone è Per sempre Sì», ribatte Gramellini, un po’ sghignazzando. «Però lui ha detto che voterà No», conclude un compiaciuto Gratteri.

Il Comitato “Sì Riforma”: «Un’opera di disinformazione. Basta fake»

«Il procuratore di Napoli Gratteri, dopo la fake news su Falcone, diffonde in diretta televisiva un’altra bufala: “Sal Da Vinci ha detto che voterà no”. Si tratta di una notizia falsa diffusa dalla pagina Socialisti Gaudenti e subito smentita dallo stesso cantante vincitore del Festival», è il commento che accompagna il post sulle pagine social del Comitato “Sì Riforma”, nel quale si sottolinea che «neanche il conduttore del programma Gramellini è intervenuto per dire che si trattava di una fake news».

«Alla fine quindi centinaia di migliaia di italiani sono stati disinformati da Gratteri. Questa è un’opera di disinformazione portata avanti senza scrupolo e senza alcun rispetto per gli elettori. Gratteri chieda scusa a Sal Da Vinci e agli italiani. Basta fake news», prosegue il Comitato “Sì Riforma”. «Se ci riuscite – è quindi la “sfida” lanciata – confrontiamoci sul merito della riforma. Mancano 12 giorni al voto». «Aiutateci a informare più persone possibili. Il 22 e 23 marzo si vota per il referendum sulla giustizia. Questa volta il giudice sei tu. Vota SÌ!», è la conclusione del post.

Il vincitore del Festival: «Non ho mai detto niente sul referendum»

«Non ho mai dichiarato nulla su questo argomento, perché credo che ognuno fino all’ultimo momento può decidere di fare e dire quello che vuole. Non mi sono mai esposto da questo punto di vista e quindi è una fake news», erano state le parole con cui il primo marzo Sal Da Vinci aveva risposto ai cronisti che gli chiedevano conto del meme sul suo presunto No.

Il precedente di Gratteri con la falsa intervista di Falcone

Qualche mese fa, Gratteri si era ritrovano al centro di un episodio simile, ma se si vuole ancora più sconcertante, dopo aver letto in tv una presunta dichiarazione di Falcone contro la separazione delle carriere, che sarebbe stata strumento per assoggettare la magistratura all’esecutivo. Poi si scoprì che per quelle dichiarazioni non c’era riscontro e anzi, come sottolineato dall’Unione camere penali, che «Falcone, nelle interviste autentiche come ad esempio quella rilasciata a Repubblica, il 3 ottobre 1991, sosteneva proprio la differenziazione tra Pm e Gip, essenziale per un processo equo». «Gratteri ha invece preso per buono un meme virale dei social, diffondendo informazioni false in diretta nazionale. Un episodio grave che mette in discussione la credibilità di chi si erge a voce del No sulla riforma della giustizia», fu il commento dell’Ucpi.

Il richiamo dell’Agcom a La7 per la violazione della par condicio

Merita attenzione anche il contesto in cui questi scivoloni sono avvenuti: La7. Secondo i dati del primo ciclo di monitoraggio degli spazi concessi al Sì e al No rilasciati dall’Agcom, la tv di Urbano Cairo ha assicurato al No il 70,4% del tempo di parola riparametrato a fronte del 29,6% accordato al Sì. Secondo calcoli riferiti da Luciano Capone sul Foglio di qualche giorno fa, in termini assoluti si parla di 11 ore e 2 minuti per il No e 4 ore e 39 minuti per il Sì, con una differenza dunque di circa 7 ore e 20 minuti a vantaggio del No.

L’Autorità archivia anche le “bufale” di Avs e Pd

Lo squilibrio è valso una delibera di richiamo a La7 (insieme a Canale Nove) per violazione della par condicio, con conseguente invito all’«immediato riequilibrio dell’informazione nei rispettivi palinsesti», entro il 7 marzo 2026. «L’Autorità verificherà l’osservanza degli ordini attraverso il monitoraggio del periodo 1-7 marzo, riservandosi in caso di mancata ottemperanza l’adozione dei conseguenti provvedimenti», si legge ancora nel comunicato dell’Agcom che dà conto della delibera e nel quale si riferisce anche dell’archiviazione degli esposti del Comitato società civile per il No al referendum Costituzionale e dei gruppi Avs-Pd, che lamentavano una sottorappresentazione del No, salvo poi ritrovarsi con dati che dicevano l’esatto opposto, ovvero che la sottorappresentazione riguardava il fronte del Sì. I nuovi dati di monitoraggio non sono ancora rintracciabili sul sito dell’Agcom. Certo però che, oltre al riequilibro dei tempi, sarebbe auspicabile anche evitare di diffondere fake.

 

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di Annamaria Gravino - 10 Marzo 2026