La tossina
Giallo di Pietracatella, mamma e figlia morte dopo il cenone sono state avvelenate? Cosa dice l’autopsia
Tra il 24 e il 26 dicembre la 50enne Antonella Di Jelsi e sua figlia di 15 anni Sara Di Vita, residenti a Pietracatella in provincia di Campobasso si sono recate più volte al pronto soccorso del Cardarelli, avvertendo malori. Più volte sono state mandate a casa e quando alla fine sono state accettate per un ricovero, sono morte qualche ora dopo nei due giorni successivi. E così, il 29 dicembre, la Procura di Campobasso ha iscritto nelle indagini cinque dottori per le ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità colposa in ambito sanitario.
Secondo le analisi svolte all’ospedale Maugeri di Pavia, le due donne sarebbero state avvelenate con la sostanza tossica della ricina. Il Centro antiveleni (CAV) dell’Irccs, tra l’altro, è un sito di eccellenza nazionale ed è un punto di riferimento per la tossicologia clinica. Inoltre, gestisce la Banca nazionale antidoti, dando consulenza per diagnosi e cura di intossicazioni acute, incluse le nuove droghe, i veleni biologici e i farmaci. Viste le prime verifiche, potrebbe essere anche per questo che il medico legale Benedetta Pia De Luca ha chiesto alla Procura una proroga di 30 giorni per consegnare le relazioni con i risultati dell’autopsia. Attualmente, l’indagine è per omicidio e sarà necessario capire chi è stato il responsabile.
Pietracatella, due donne morte a Natale con forti dolori sono state avvelenate? Cosa dicono le analisi
In principio, tutto faceva pensare ad una tossinfezione alimentare, ma i nuovi esami hanno rilevato tracce di ricina nel sangue delle due donne, indicando il possibile avvelenamento. Per questo motivo, la procura ha aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti. Entrambe sarebbero state avvelenate nella loro casa di Pietracatella e ora si indaga per scoprire colpevole e movente.
Ma soprattutto bisognerà comprendere come l’omicida si è procurato un veleno del genere. La ricina è una forte citotossina naturale nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis), pesantemente velenosa se ingerita, inalata o iniettata. Quest’ultima ferma la sintesi proteica cellulare, provocando la morte cellulare, con sintomi gravi come vomito, diarrea, convulsioni e insufficienza d’organo, spesso letali entro 3-5 giorni. È altrettanto importante sapere che non esiste un antidoto specifico. Resta da capire chi se l’è procurata e come l’ha somministrata alle due vittime.