Clima incandescente
Gad Lerner senza freni: prima fa il comizio per il No sulla Rai, poi delira contro Bartolozzi
Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare e Gad Lerner rinverdisce i bei tempi di quando scriveva Lotta continua. Bastava ascoltarlo stamattina arringare gli ascoltatori di Prima pagina, nel corso della rassegna stampa di Rai Radio tre. Più duro e puro che mai, ha impartito lezioni di giornalismo ai quotidiani di centrodestra.
Gad Lerner su Radiotre, ma sembra Radio Onda rossa
L’unica domanda posta agli ascoltatori, con ossessiva e maniacale petulanza? Come mai Mario Sechi, Capezzone e compagni non hanno dato abbastanza risalto alle frasi della capo di gabinetto di Nordio? Pareva di vederlo Gad Lerner, che in Rai è stato anche direttore del Tg1 con relative deflagranti dimissioni finali, mentre con l’evidenziatore segnava i titoli “sbagliati”.
Per il giornalista e conduttore televisivo neanche la guerra Iran meritava tanto risalto quanto una frase rilasciata da Giusi Bartolozzi all’emittente siciliana Telecolor, sabato scorso e rilanciata tre giorni dopo in batteria dai social di Pd, M5s e Avs. Una strategia mediatica chiara, per rispondere al video di Giorgia Meloni. Mentre la premier in 13 minuti ha smontato le bufale del No, dalla sinistra si è passato al contrattacco mediatico mettendo nel mirino di Giusi Bartolozzi «detta la Zarina», ha sibilato Gad Lerner agli ascoltatori di Radiotre. Sì, proprio così, Giusi Bartolozzi “detta la Zarina”. Come se quell’epiteto irridente, coniato dalla stampa di sinistra, fosse un secondo nome da dare in pasto agli ascoltatori come un nome di battesimo.
Gad Lerner evoca il messaggio della Bartolozzi a “certi ambienti siciliani”
Una maniera velenosa e scorretta di fare informazione non proprio da giornalismo anglosassone. Ancora più scorretta se la tribuna è il servizio pubblico e se la rassegna stampa condotta da Gad Lerner diventa una settimana di propaganda per il No.
Ma lo scatenatissimo Gad non si è placato dopo la diretta di Radiotre. Poco dopo, su Instagram ha scritto parole ancora più pesanti. «Siccome Giusi Bartolozzi, ex parlamentare divenuta capo di gabinetto del ministero della Giustizia, tutto è tranne che scema… mi viene il sospetto che quel suo invito a votare Sì “così ci togliamo di mezzo i magistrati”, paragonati a “un plotone di esecuzione” sia un messaggio ben calibrato per sollecitare alla mobilitazione certi ambienti siciliani che sappiamo». Un riferimento tanto pesante quanto delirante. Ma questa è lo stile. Con un palese timore: a poco più di dieci giorni dal voto referendario, il peggio deve ancora venire.