La missiva dei 15
Fratelli d’Italia porta il caso Salis in Europarlamento: lettera ufficiale alla Metsola
Gli eurodeputati conservatori chiamano in causa la Presidente dell'Eurocamera per fare luce sulla vicenda della rappresentante eletta con Avs e del suo collaboratore Bonnin, dopo i controlli della Polizia a Roma prima della manifestazione di sabato
Fratelli d’Italia porta all’attenzione dell’Europarlamento il nuovo, ennesimo, caso che vede al centro dell’attenzione pubblica Ilaria Salis. L’esponente del partito di Fratoianni e Bonelli, si era presentata sabato mattina di fronte alle telecamere per mettere in video la denuncia fatta sui suoi social, dicendosi vittima di un “controllo preventivo durato oltre un’ora in vista della manifestazione” di Roma “effetto del decreto sicurezza”.
L’affermazione così come fatta è stata smentita dalle autorità italiane, che hanno spiegato ragioni e modalità dell’accaduto ma il caso ha scatenato una sorta di effetto boomerang, svelando a poco a poco le verità nascoste della Salis e del suo staff.
Missiva firmata da 15 eurodeputati
Quindici componenti del gruppo FdI-Ecr hanno presentato una lettera ufficiale alla Presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. Oggetto della missiva “vicende relative all’On. Salis e al suo Assistente Ivan Bonnin”.
Controlli a Roma dopo una segnalazione Schengen
Nel testo che vede come prima firma Stefano Cavedagna, si legge: «Secondo quanto riportato da organi di stampa italiani, il 28 marzo 2026 la collega Ilaria Salis sarebbe stata sottoposta a un controllo da parte delle forze dell’ordine italiane presso una struttura alberghiera di Roma, a seguito di una “segnalazione Schengen” inoltrata dalle autorità tedesche che indagano su ambienti di estrema sinistra noti per azioni violente».
Bonnin, i controlli e il legame sentimentale non smentito
A quanto si apprende, il suddetto controllo avrebbe riguardato anche un suo Assistente Parlamentare Accreditato, Ivan Bonnin, presente nella stessa stanza. Bonnin risulta già condannato in via definitiva nel 2015 per interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata. Secondo quanto riportato da Il Tempo e al momento non smentito, l’On. Salis e il suo assistente sarebbero sentimentalmente legati».
Precedenti di Bonnin e la relazione stabile
Nella lettera alla Metsola si fa notare che «I precedenti penali di Bonnin sollevano dubbi sull’adeguatezza delle procedure di selezione, in particolare sulle garanzie di moralità richieste per l’esercizio delle sue funzioni. Inoltre, il presunto rapporto personale particolarmente stretto tra i due sarebbe incompatibile con la previsione regolamentare che impedisce ai Deputati di assumere personale con il quale si è legati da relazioni stabili, coniugali o di convivenza».
Le richieste di FdI
Gli esponenti di Fratelli d’Italia rimarcano che «Preso atto che il corretto funzionamento del Parlamento europeo richiede il rigoroso rispetto delle procedure di verifica dei requisiti, anche al fine di tutelare la credibilità dell’istituzione e la fiducia dei cittadini, e considerato che le linee guida prevedono la consegna da parte dell’assistente in fase di assunzione di un estratto del casellario giudiziale non anteriore a sei mesi, si richiede cortesemente di voler chiarire: se la Presidenza sia a conoscenza dei fatti esposti; se la Presidenza sia a conoscenza di indagini tuttora in corso a carico dell’On. Salis e/o del suo assistente per i suoi legami con organizzazioni estremiste dedite alla violenza politica; come sia stato possibile procedere all’assunzione dell’assistente in presenza di una condanna definitiva per violenza politica, che sembrerebbe far venir meno le garanzie di moralità richieste.
Verifiche su casellario e sui requisiti?
E tra i quesiti si legge nella lettera: «se siano state rispettate le procedure di verifica, se il casellario giudiziale sia stato effettivamente consegnato e se non vi siano state carenze nei controlli o anomalie nella documentazione presentata; se il contratto tra l’On. Salis e il suo Assistente Parlamentare Accreditato rispetti i requisiti di cui all’art. 13(3) delle Misure di Applicazione del titolo VII del regime applicabile agli altri agenti dell’UE».