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Frastuono e voli a bassa quota su Roma: cosa stavano facendo davvero gli aerei militari

Non era un'esercitazione...

Frastuono e voli a bassa quota su Roma: cosa stavano facendo davvero gli aerei militari

Cronaca - di Giulio Benarmato - 17 Marzo 2026 alle 16:36

Martedì alcuni aeroplani hanno sorvolato Roma, facendo grandi rumori e instillando dubbi e timori nei cittadini, a fronte del conflitto in Iran. Ma non c’è nulla da temere, soprattutto perché l’Italia ha già confermato che non parteciperà alle operazioni militari. I velivoli stavano sorvolando la città per prepararsi alla celebrazione del 17 marzo per l’Unita d’Italia, alla Costituzione, all’Inno e alla Bandiera. Il passaggio a bassa quota nei cieli di quelle che sono altresì note come “frecce tricolori”, per via delle tonalità che emettono dal motore quando sfilano per la nota festa nazionale, è stato autorizzato dal ministero della Difesa e dunque rientra nel piano della cerimonia annuale all’Altare della Patria. Starà a una formazione ridotta di aerei il compito di smentire qualsiasi voce sugli addestramenti in vista di un nuovo conflitto, alla luce del tributo simbolico che omaggia ogni anno l’identità della nazione.

Niente paura, gli aerei militari che hanno sorvolato Roma si preparavano per l’Unita d’Italia

Nell’epoca dei social e dei conflitti diffusi su larga scala è facile confondersi e immaginare un imminente scenario di guerra. Le esercitazioni dell’aeronautica, che non per forza presagiscono il peggio, vengono eseguite molto spesso ma al di fuori dei centri abitati. Il 4 marzo, Italia e Francia hanno organizzato una manovra congiunta sul confine d’Oltralpe intitolata “Apex India 26-01”, con lo scopo di testare i programmi comuni di Difesa Aerea e la capacità di risposta coordinata alle eventuali minacce aeree non militari.  Come riporta il sito Analisi Difesa, nel caso dell’ultima esercitazione, l’aeronautica militare italiana «riafferma il proprio impegno nel garantire la sicurezza dei cieli nazionali e dell’Alleanza Atlantica, consolidando la cooperazione internazionale in ambito Air Policing». Insomma, non c’è alcuna ragione per aver paura delle frecce tricolori e tantomeno per i test dei velivoli che si occupano semplicemente di valutare le capacità di deterrenza in caso di emergenza.

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di Giulio Benarmato - 17 Marzo 2026