Avs nel caos
Escalation Salis, ormai parla da leader del centrosinistra e “martella” Conte. “Non voglio le Primarie e preferisco Schlein”
Ci mancava solo lei, la “pasionaria” della sinistra antagonista Ilaria Salis, a intervenire sulla Primarie del centrosinistra. Vuole metterci becco, l’europarlamentare di Avs, nel giorno in cui esplode la polemica sul suo assistente parlamentare, con precedenti penali, che era nella stanza d’albergo quando è stata effettuata la perquisizione preventiva nel sabato della manifestazione a Roma. “Le primarie non sono assolutamente necessarie, non sono in agenda al momento”, detta la linea Ilaria Salis, ospite di ‘Un giorno da Pecora’ su Rai Radio1. A chi chiede come si faccia a scegliere il candidato premier del campo largo, Salis risponde: “Ci sono delle proporzioni nei voti che i partiti prendono”. Il partito che prende più voti esprime il candidato? “Sì”, è la risposta dell’europarlamentare. Chiamata a esprimere una preferenza tra le segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5S Giuseppe Conte, risponde: “Schlein”.
Ilaria Salis, le Primarie e il no a Conte
Una posizione alquanto imbarazzante, quella assunta dall’esponente di Avs, soprattutto per il suo stesso partito visto che gli stessi leader che l’hanno candidata potrebbero decidere di candidarsi alle Primarie e comunque di sostenere quella competizione. Coma ha lasciato intendere Fratoianni. “L’ho detto fin dal primo minuto, quello che va evitato è fare una discussione ombelicale. Il risultato del referendum è stato straordinario per dimensione ma anche per composizione di quel voto, tutti hanno riconosciuto il ruolo straordinario di una generazione, quella più giovane, che ha cambiato l’ordine del discorso e ha cambiato anche il risultato. Io penso che la risposta a quella domanda politica che è emersa non sia quella di una discussione su noi stessi, ma quella di una discussione sulle condizioni, sulla vita di quella generazione, sui loro bisogni e le loro speranze. Per questo penso che ora si debba fare un’altra cosa, cioè, rapidamente mettere giù non un programma inteso come un accordo tutto interno alla dialettica tra i partiti ma un programma come una proposta politica che vive anche e soprattutto nel Paese che risponde ai bisogni della maggioranza del Paese. Io questo farei, per questo non mi appassiona questa discussione”. A lui no, alla Salis sì.