La designazione ufficiale
E’ Ancona la capitale italiana della cultura 2028. Giuli: “Scelta all’unanimità”
Il ministro della Cultura ha proclamato la città vincitrice del prestigioso bando. Esulta il presidente della Regione Acquaroli: "Orgoglio Marche. Identità valorizzata e proiettata nel futuro"
Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028. A proclamarla è stato il Ministro della cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia che si è svolta a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero, alla presenza della giuria presieduta da Davide Maria Desario e composta da Luca Galassi, Vincenzo Trione, Luisa Piacentini, Vicky Diquattro, Davide Rossi e Stefano Baia Curioni.
Mic: Giuli scherza annunciando capitale cultura, ‘stavolta non canto’
Nell’annunciare la città vincitrice del prestigioso riconoscimento il ministro Giuli ha scherzato con i presenti: “Non canterò sennò le Muse mi inceneriscono, mi è andata bene con Vasco Rossi che non mi ha citato in giudizio“. Il riferimento ironico è stato alla proclamazione ufficiale della Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2027, lo scorso ottobre, quando Giuli intonò ‘Albachiara‘ per celebrare la vittoria di Alba. La sottolineatura più significativa il ministro l’ha dedicata, durante la lettura della motivazione della giuria per la scelta di Ancona, al fatto che la decisione fosse stata presa all’unanimità: “Unanimità – ha ripetuto Giuli – che bella parola“.
Ancona capitale della cultura: progetto “eccellente”
La commissione giudicante ha ritenuto “eccellente” il dossier di Ancona, che è stata scelta “all’unanimità”. Il Comune di Ancona, si legge nelle motivazioni declamate da Giuli subito prima dell’annuncio, ha presentato un “modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, in una visione che prevede rigerenerazione e inclusione“, con un “programma di interventi solido” che “include un pubblico ampio e diversificato”. Inoltre, la strategia degli investimenti connessi al progetto è stata ritenuta “coerente con un impatto significativo sul tessuto socio economico“. E’ stato poi ritenuta “rilevante l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea” del progetto, così come il coinvolgimento degli enti territoriali e dei giovani, “considerati non solo come fruitori ma come protagonisti” delle iniziative previste. Per questo dossier “soddisfa pienamente gli indicatori del bando ponendosi come modello di progettazione culturale innovativa e condivisa“.
Ancona. Questo Adesso
Il dossier presentato da Ancona, intitolato “Ancona. Questo adesso”, propone un programma fondato su quattro macroaree (‘Questo Mare’, ‘Via Maestra’, ‘Adesso Parco’ e ‘Mare Culturale’) con oltre ottanta progetti strategici, originali e site specific, connessi alla morfologia naturale del territorio e firmati da importanti nomi della cultura italiana e internazionale, tra cui il premio Oscar Dante Ferretti, gli studiosi e curatori Francesco de Melis, Enrico Maria Dal Pozzolo, Gabriele Simongini, Gabriele Tinti e gli artisti Dardust e Quiet Ensemble.
Giuli: vince Ancona ma altri progetti non andranno dispersi
Il ministro ha poi sottolineato che il progetto vincitore del titolo di Capitale italiana della cultura del 2028 è “uno solo, però se si è qui è già un enorme traguardo, è una vittoria non soltanto morale e simbolica perché quando si riesce a costruire progetti importanti questi non andranno dispersi“. Il titolare del Dicastero di via del Collegio Romano ha sottolineato che l’assegnazione del titolo “è anche uno degli atti più qualificanti del nostro agire quotidiano come ministero della Cultura”. Un impegno che si traduce nella possibilità di “avvicinarsi ai territori”, facendo in modo “che la dialettica tra centro e periferia diventi sempre più fruttuosa, che le distanze si accorcino sempre di più, che la valorizzazione delle straordinarie qualità e specificità mai riproducibili di ciascun territorio siano messe a valore. Un po’ come i punti di una circonferenza che sono tutti equidistanti dal centro che sta qui. A noi piace parlare del cerchio della Nazione che deve essere sempre unito e non deve mai spezzarsi”
Rivolgendosi poi ai sindaci presidenti ha detto “Voi oggi siete la rappresentazione dell’unità di questo cerchio della Nazione il cui centro è la missione pubblica. Siete idealmente tutti vincitori, siamo idealmente tutti parte di un’avventura che continua nel tempo a generare sempre maggior interesse da parte dei cittadini, da parte delle istituzioni, da parte della rete e di chi nella cultura vede un’occasione di riappropriazione di uno spazio vitale”.
Dieci proposte in finale
E nella sala del ministero romano c’erano i rappresentanti delle dieci città finaliste che erano, oltre ad Ancona con il dossier “Ancona. Questo adesso”, Anagni (Fr) con il dossier “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”; Catania con il dossier “Catania continua”; Colle di Val d’Elsa (Si) con il dossier “Colle28. Per tutti, dappertutto”; Forlì con il dossier “I sentieri della bellezza”; Gravina in Puglia (Ba) con il dossier “Radici al futuro”; Massa con il dossier “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”; Mirabella Eclano (AV) con il dossier “L’Appia dei popoli”; Sarzana (SP) con il dossier “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”; Tarquinia (VT) con il dossier “La cultura è volo”.
Santanchè, ‘Ancona Capitale successo per turismo ed economia’
“Ancona Capitale italiana della Cultura 2028 è una vittoria della città e delle Marche che vedono riconfermarsi questo titolo dopo Pesaro 2024, ma è anche un successo per il turismo e l’economia nazionali. Questo riconoscimento, infatti, incentiva i territori a una programmazione di lungo periodo, attrae sponsor e fondi, moltiplica l’investimento iniziale e impatta anche sui flussi turistici, non soltanto delle destinazioni premiate: già in passato, le città capitali hanno contribuito a far sì che le mete culturali in Italia coprissero oltre il 60% delle presenze totali”. E’ stato il commento del ministro del Turismo Daniela Santanchè.
Acquaroli, ‘profondamente orgogliosi’
Mentre Ancona veniva proclamata Capitale Italiana della Cultura 2028 dal ministro della cultura Alessandro Giuli, è arrivato il commento a caldo del governatore delle Marche: “Siamo profondamente orgogliosi di questo risultato, che premia un percorso condiviso tra istituzioni, territorio e comunità” ha detto Francesco Acquaroli. Sui suoi profili social il Presidente ha ricordato che “La Regione Marche ha sostenuto con convinzione la candidatura di Ancona, che ha saputo valorizzare la propria identità e l’eredità della sua storia millenaria traducendole in una visione contemporanea e proiettata al futuro“.
Acquaroli ha poi voluto ringraziare chi ha collaborato alla proposta, a partire dal sindaco della città, Daniele Silvetti. “Il titolo di Capitale italiana della cultura, che torna nelle Marche per la seconda volta dopo Pesaro 2024, – conclude – testimonia l’enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall’Italia e dal mondo intero” ha spiegato.
Putzu (FdI): “Marche realtà centrale”
“La scelta di Ancona è motivo di orgoglio per l’intera regione Marche, che ha sostenuto da subito e con assoluta convinzione questa candidatura”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Andrea Putzu commenta così la proclamazione di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028. Il risultato secondo Putzu dimostra “il potenziale del territorio marchigiano” ed è la risposta a chi “ha troppo spesso sottovalutato la regione: le Marche non sono periferia, ma una realtà centrale, capace di guidare processi culturali e attrarre attenzione, investimenti e turismo”. Il riferimento è anche a Pesaro 2024, a suo avviso ulteriore segnale di una regione “culturalmente viva e attrattiva”. Ora, avverte, viene la parte più impegnativa: “Trasformare questo riconoscimento in opportunità concrete per imprese, giovani e operatori culturali, senza lasciare indietro nessuno”. Il titolo appartiene ad Ancona, conclude, ma “il successo è delle Marche intere”.
Al vincitore un contributo di un milione di euro
Alla città vincitrice viene assegnato un contributo di un milione di euro, per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura. Il titolo di Capitale italiana della cultura viene conferito dal Consiglio dei Ministri con propria Delibera, su proposta del Ministro Giuli che recepisce la raccomandazione della Giuria di selezione. La raccomandazione con la motivazione del riconoscimento arriva dopo un attento percorso di valutazione, che ha incluso anche le audizioni delle dieci finaliste.
La Capitale italiana della cultura è un’iniziativa promossa dal Ministero della cultura, Dipartimento per le attività culturali, che mira a valorizzare il patrimonio italiano e a incentivare la progettualità delle città nel segno della cultura.