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Domenica delle palme, storia, simbologia e rito della ricorrenza cristiana

Tra rito e presente

Domenica delle palme, da storia e simboli di una tradizione millenaria, all’appello di Papa Leone: ecco cosa rappresenta e racconta

Cronaca - di Prisca Righetti - 29 Marzo 2026 alle 13:11

Roma, capitale universale della cristianità, si è risvegliata sotto un tiepido sole primaverile e nell’abbraccio di migliaia di fedeli accorsi da ogni parte del mondo, e con Papa Leone che, al termine della messa nella Domenica delle Palme e dopo avere guidato l’Angelus, ha attraversato una gremita Piazza San Pietro a bordo della jeep scoperta per il tradizionale bagno di folla, salutando i pellegrini che sventolavano rami d’ulivo e palme intrecciate. Ma rito, festa, celebrazione liturgica e colori della piazza, il messaggio del Pontefice è stato un monito severo e accorato: un appello alla pace che risuona come un grido nel deserto dei conflitti globali.

La Domenica delle palme di Papa Leone

Durante l’Angelus, allora, il Pontefice non ha mancato di rivolgere il pensiero ai cristiani del Medio Oriente, impossibilitati a vivere i riti della Settimana Santa a causa delle della guerra. «Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!», ha ricordato tra forza e commozione Francesco, elevando la sua supplica affinché si aprano cammini concreti di riconciliazione: «Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!». Un richiamo profondo che lega la sofferenza di Gesù crocifisso a quella dei “popoli feriti” di oggi.

Dalla palma all’ulivo: un’evoluzione storica e simbolica

Un grido rivolto urbi et orbi, quello di Papa Leone, che risuona in una giornata particolarmente simbolica nel calendario cristiano: la Domenica delle Palme, che segna ufficialmente l’inizio della Settimana Santa, e il cuore pulsante dell’anno liturgico. E allora, tra rami d’ulivo, processioni e chiese adorne:, vediamo cosa si celebra e perché cade oggi la festa? Sì, perché la tradizione ha radici antichissime. Già nel IV secolo, a Gerusalemme, i fedeli indicavano fisicamente la palma da cui erano stati recisi i rami per Cristo. Ma perché in Italia e in gran parte dell’Occidente usiamo l’ulivo?

Oggi è la Domenica delle palme, cosa si celebra e perché si usano i rami d’ulivo

Innanzitutto va detto che in questo giorno si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato dalla folla come un re, agitando rami di palma lungo il suo cammino. Una tradizione locale andata avanti a lungo, che da un lato indicava fisicamente la palma da cui erano stati staccati i rami con cui era stato acclamato Gesù. E dall’altro, rappresentava un elemento fortemente simbolico emblema di un ideale ponte tra Dio e l’uomo. Ma. poiché le palme non crescono facilmente nei climi europei, la tradizione ha adottato l’ulivo, pianta onnipresente nel bacino del Mediterraneo.

Peraltro, il passaggio all’adozione definitiva dell’ulivo, in un’ottica sincretica e iconologica, assolve anche a un’esigenza di simbolismo profondo. Se, infatti, la palma rappresenta la vittoria e il legame tra Terra e Cielo. L’ulivo richiama la pace, la speranza e la figura stessa di Gesù, l’Unto del Signore.

Simboli, liturgia, ritualità

Pertanto oggi, nella Domenica delle palme i fedeli partecipano a cortei con rami benedetti, rievocando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Durante la celebrazione, i rami vengono benedetti e distribuiti ai fedeli. Che poi li portano a casa come simbolo di protezione e fede. E spesso li conservano tutto l’anno. Ma si badi bene: questi piccoli simboli verdi non sono semplici decorazioni…

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di Prisca Righetti - 29 Marzo 2026