Alla Camera
Decreto Bollette, il governo mette la fiducia. Sconti, contributi e liberalizzazione: tutte le misure in favore dei consumatori
Il governo, con il ministro dell’Ambiente e sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha posto la questione di fiducia alla Camera sul Decreto bollette. Domani dalle 12.20 sono in programma le dichiarazioni di voto mentre dalle 14 è prevista la votazione per appello nominale. Il decreto reca misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia, la competitività delle imprese e la decarbonizzazione e si articola in due capi: uno sull’energia elettrica, l’altro sul gas naturale, per un totale di 12 articoli (più vari articoli aggiuntivi introdotti in sede parlamentare).
L’articolo 1 è il più direttamente rivolto ai consumatori. Introduce per il 2026 un contributo straordinario di 115 euro a favore dei titolari del bonus sociale elettrico – una platea che secondo la relazione tecnica ammonta a circa 2,64 milioni di nuclei familiari. L’onere complessivo è quantificato in 315 milioni di euro per il 2026. Per le famiglie con ISEE non superiore a 25mila euro ma senza diritto al bonus sociale, è previsto un contributo volontario da parte dei venditori di energia, in cambio di un’attestazione spendibile anche a fini commerciali. L’articolo contiene anche una novità aggiunta in Commissione: il divieto generale di telefonate commerciali non richieste, anche via messaggio, da parte degli operatori energetici e di telecomunicazioni.
L’articolo 2 affronta il nodo degli oneri generali di sistema (la componente ASOS) che pesano sulle bollette delle utenze non domestiche. La soluzione è un meccanismo di rimodulazione degli incentivi del Conto energia per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW: i titolari possono scegliere volontariamente di ridurre del 15 o del 30% i premi tariffari nel biennio 2026-2027, in cambio di una proroga della convenzione rispettivamente di 3 o 6 mesi. Chi invece opta per l’uscita anticipata dal Conto energia (dal 2028) riceve un corrispettivo, ma deve procedere al rifacimento integrale dell’impianto. L’articolo 4 – particolarmente corposo – punta ad ampliare la contrattazione di lungo termine dell’energia rinnovabile, i cosiddetti Power Purchase Agreements (PPA), soprattutto per le PMI. Le misure comprendono: una “bacheca” digitale per far incontrare domanda e offerta, il GSE come garante di ultima istanza in caso di default di una delle parti, la possibilità di aggregare la domanda tra più imprese, e garanzie SACE come strumento residuale. L’articolo 5 interviene invece sugli oneri da bioenergie, mentre l’articolo 5-bis regola il phase-out dal carbone. Il nodo della rete: fine della saturazione virtuale L’articolo 7 è forse uno dei più tecnici ma anche più strategici. Affronta il problema della saturazione virtuale della rete di trasmissione nazionale (RTN), che blocca di fatto la connessione di nuovi impianti rinnovabili. Il decreto impone a Terna di pubblicare trimestralmente la capacità massima integrabile in ogni porzione della rete e ridisegna le procedure di connessione: Arera dovrà aggiornare le condizioni entro 180 giorni, consentendo soluzioni anche oltre la capacità nominale di un nodo, con successiva assegnazione tramite procedure trasparenti. È anche previsto un DPCM annuale sugli indirizzi strategici per le infrastrutture energetiche. L’articolo 8 introduce un procedimento autorizzativo unico per i centri dati – infrastrutture ad altissimo consumo energetico – e per le relative connessioni elettriche. La competenza è ripartita tra Stato (oltre 300 MW) e Regioni (tra 50 e 300 MW), con una procedura speciale per i progetti di rilevanza strategica. Il procedimento dura fino a 10 mesi, prorogabili. L’articolo 10 interviene sulla concorrenza nei mercati all’ingrosso del gas, mentre l’articolo 11 riforma il meccanismo del gas release – che permette alle imprese gasivore di acquistare GAS di produzione nazionale a prezzi calmierati – semplificando le procedure e accentuandone il profilo finanziario. Lo stesso articolo disciplina anche l’autoconsumo di biometano per le industrie hard-to-abate e rimanda all’ARERA la regolazione delle infrastrutture di cattura e stoccaggio del carbonio (CCUS). Come novità introdotta in Commissione, slitta al 1° gennaio 2027 l’obbligo di ricarica intelligente per le wallbox domestiche e aziendali.
Barbaro (FdI): “Un segnale forte alle famiglie”
“In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha operato per dare un segnale forte di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, intervenendo sia sulla riduzione dei costi in bolletta sia sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Centrale, in quest’ottica, la promozione della contrattazione di lungo periodo per le imprese: disaccoppiando il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, le aziende potranno accedere a prezzi calmierati, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese”, dice il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, è intervenuto in Aula alla Camera in occasione della discussione sul decreto bollette.
“Il lavoro in Parlamento è stato cruciale poiché ha reso possibile integrare i contenuti del decreto con emendamenti approvati in Commissione che hanno rafforzato ulteriormente le esigenze di contenimento dei costi energetici, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e la salvaguardia della sicurezza energetica del sistema Paese mantenendo sempre primario l’interesse di tutela delle famiglie italiane”, ha aggiunto.
Tra le novità introdotte, “l’estensione al teleriscaldamento delle agevolazioni già previste per il gas naturale a favore degli utenti finali. Rafforzata anche la tutela dei consumatori vulnerabili, con misure per garantire maggiore trasparenza nella fatturazione e nelle bollette e un contrasto più efficace alle pratiche aggressive del telemarketing nel settore energetico. Parallelamente, con il nuovo assetto dei rimborsi ai produttori termoelettrici a gas si interviene sui costi di generazione elettrica, riducendo componenti tariffarie e, subordinatamente all’autorizzazione europea, compensando parte dei costi Ets”.
In questo modo, “il decreto agisce direttamente sul prezzo all’ingrosso dell’energia, con benefici che si riflettono sull’intero sistema, pur mantenendo un quadro di coerenza con la normativa europea e con gli obiettivi climatici. Il decreto interviene inoltre su uno dei nodi più discussi dello sviluppo delle energie rinnovabili: la cosiddetta saturazione virtuale della rete, un ostacolo strutturale che fino ad oggi nessun governo aveva affrontato e che rischiava di rallentare la transizione energetica del Paese. Questo decreto non si limita a misure temporanee di sostegno. Ridisegna il comparto energetico per i prossimi anni, con la tutela delle famiglie italiane sempre al primo posto”.
“Siamo consapevoli che è solo un primo intervento e continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi in relazione al contesto internazionale, pronti come sempre a sostenere il mondo produttivo e il potere di acquisto delle famiglie. Vogliamo estendere, in finale, il ringraziamento al Parlamento, al ministro Pichetto e a tutte le strutture tecniche del Mase che hanno lavorato in stretta collaborazione con gli uffici della Presidenza del Consiglio per promuovere un provvedimento che avesse a cuore tutte le questioni ritenute di preminente interesse nazionale”, ha concluso.