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Crolla l’ultimo dogma di Marco Travaglio: “Il Fatto” apre ai contributi pubblici dal governo Meloni

Il dietrofront

Crolla l’ultimo dogma di Marco Travaglio: “Il Fatto” apre ai contributi pubblici dal governo Meloni

Politica - di Lucio Meo - 14 Marzo 2026 alle 14:23

“Il Fatto Quotidiano continua ad essere l’unico giornale in crescita”, si vantava solo ieri Andrea Scanzi sui social, snocciolando i dati di vendita di gennaio: “Mentre tutti i grandi quotidiani perdono lettori (Corriere -5,82%, Repubblica -9,56%, Sole 24 Ore -5,77%, Gazzetta dello Sport -11,32%… e via dicendo), il Fatto è l’unico con il segno +”.
Sarà, ma che sfiga, per il povero Scanzi. Il giorno dopo il suo stesso giornale pubblica un trafiletto nel quale il suo editore annuncia che – a causa della crisi dell’editoria e della congiuntura – ha accettato di aderire al decreto del governo Meloni che nel dicembre scorso, prevedeva un contributo straordinario all’editoria per la stampa dei giornali cartacei nella misura di 10 centesimi per ogni copia venduta. “La Seif ha presentato la domanda”, è l’annuncio da parte della proprietà, nella quale anche Marco Travaglio possiede una quota societaria. Proprio lui che in nome della libertà e dell’autonomia aveva da sempre stigmatizzato la decisione di non percepire aiuti dallo Stato. Come del resto è scritto nel sottotestata. Cosa accadrà adesso? La Seif precisa che la domanda è stata presentata ma che i fondi saranno utilizzato solo se serviranno. Ma del resto, non è uno scandalo se come in tutte le democrazie la stampa libera, generalista, di partito o di settore, riceva un contributo pubblico dato l’alto valore simbolico e civile dell’informazione. Il dogma travagliano, però, sventolato come elemento di diversità, in certe occasioni era apparso come uno strumento da usare contro altri organi d’informazione.

Travaglio, il Fatto e la decisione di aprire ai fondi pubblici

“SEIF è ben consapevole dell’importanza che riveste per il Fatto Quotidiano non percepire finanziamenti pubblici. Ma, data la crisi del mercato editoriale e il momento congiunturale molto difficile, l’amministratore delegato, per le responsabilità che gli competono, ha ritenuto di predisporre la domanda entro la scadenza per garantire la continuità aziendale, supportare la transizione digitale in corso e prevenire eventuali situazioni di rischio. Con la presente nota, intende però precisare che il contributo assegnato dal decreto del 9 marzo scorso non è stato percepito e che l’intenzione della Società Editoriale Il Fatto, qualora il trend positivo che stiamo registrando nel primo trimestre e il sostegno dei nostri lettori e dei nostri abbonati proseguano, rimane quella di non percepirlo. E faremo di tutto perché sia così”.

SEIF (Società Editoriale Il Fatto S.p.A.) è quotata su Euronext Growth Milan e ha uno statuto che impedisce il controllo da parte di un singolo socio, limitando ogni partecipazione al massimo del 16,67%. Il flottante è par quasi al 40%, e quote di maggioranza relativa sono nelle mani di Antonio Padellaro e di Cinzia Monteverdi, Travaglio è sotto il 5%.

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di Lucio Meo - 14 Marzo 2026