Lo scontro finale
Conte trascinato in tribunale da Grillo. Pronto a tutto per riprendersi il simbolo: a luglio l’udienza
Beppe Grillo è pronto a fare sul serio. E Giuseppe Conte, baldanzoso candidato alle fantomatiche primarie del campo largo, potrebbe ritrovarsi senza simbolo e nome del partito. Il fondatore del movimento, insieme all’associazione Movimento 5 Stelle di Genova, ha notificato l’atto di citazione davanti al Tribunale di Roma per rivendicare la titolarità del nome e del simbolo “Movimento 5 Stelle”. Una sfida all’ex premier ‘usurpatore’ che ha tradito la missione originaria. La parola ora passa ai giudici: la prima udienza è prevista nel mese di luglio. I magistrati dovranno stabilire se il logo e il nome della creatura politica fondata nel 2009 dal comico genovese, contrapposta al modello tradizionale di partito politico, possano essere ancora utilizzati dall’avvocato del popolo.
Grillo porta Conte in tribunale per riprendersi il simbolo
La sfida va oltre il contenzioso legale. Per Grillo e l’associazione genovese, infatti, il glorioso brand non è adatto a rappresentare il partito contiano che ha abbandonato i principi fondativi del movimento (alternanza e limite dei due mandati) per trasformarsi in una partito tradizionale. In particolare – si legge negli atti – “il Prof. Conte si adopera per farsi nominare “presidente” del Movimento e non solo “capo politico”. Carica prevista nello Statuto solo nelle norme transitorie e comunque con poteri assai limitati, in linea con la concezione “anti-leaderistica” del Movimento”. Conte è colpevole di aver mutato radicalmente il Dna e la linea politica del movimento arrivando a stringere “nuove alleanze e compromessi con gli altri partiti”. Un mutamento genetico che non rispecchia l’identità originaria del movimento, quella del vaffa e dei meetup.
L’ex premier ha tradito la missione delle origini
“L’attuale configurazione del Movimento di Roma – in sintesi – non rispecchia più e non ha nulla da condividere con lo spirito e con i principi rappresentati dal nome e dal simbolo del Movimento5Stelle di Genova. E sarebbe francamente ingiusto (oltre che contrario alle norme di diritto) il consentire uno stravolgimento dei principi giuridici imponendo al Movimento di Genova la perdita di un nome e di un simbolo che – pacificamente – erano stati concessi provvisoriamente in utilizzo”. Se i giudici dovessero dare ragione a Grillo Conte si troverebbe costretto a cambiare simboko e nome. Un danno di immagine incommensurabile. E non proprio un gran viatico per chi si candida a federare le opposizioni sognando di tornare al governo.
L’ex parlamentare Bella all’attacco del nuovo corso
In un lungo post sui social Marco Bella, ex parlamentare 5Stelle, lancia un attacco ad alzo zero contro l’ingrato Giuseppi. E ammette che la battaglia legale, “che vede in prima fila purtroppo Beppe”, sarà sarà difficile, lunga e complessa. “Proprio la persona che il Movimento la ha fondato, costretto ancora una volta a metterci soldi suoi. Contro qualcuno che, invece, si è assicurato milioni di finanziamenti pubblici. La dignità, però, non ha prezzo. É una battaglia giusta e per quanto difficile va fatta. Se vi rimane ancora un po’ di dignità – scrive Bella – ridate il simbolo e il nome del Movimento a Beppe. E andate per la vostra strada. Fatevi il vostro simbolo. Loro, purtroppo, non credo molleranno. Noi nemmeno. Forza Beppe!”.
Volete vedere il simbolo in mano a Renzi?
Nel post l’ex parlamentare, grillino della prima ora, va giù pesante. “Volete vedere il simbolo e il nome del Movimento associati a persone che li useranno esclusivamente per proprio tornaconto personale? Ovviamente no. Volete vedere il simbolo e il nome del Movimento in una coalizione dove c’è Matteo Renzi, uno che in piena pandemia ha fatto cadere il governo Conte II sostenuto da Pd e M5s, e lo rivendica pure? Ovviamente no. Volete vedere il simbolo e il nome del Movimento associati a persone che hanno rinnegato la propria storia per una poltrona? Ovviamente no, perché nemmeno Salvini con Bossi è arrivato a tanto”.