A piazza del popolo
Campo largo, piazza vuota: è un flop il comizio finale per il No di Schlein, Conte e compagni
Dal campo largo alle piazze vuote è un attimo. È la plastica realizzazione del fronte del No, che ha chiuso mercoledì sera a Piazza del Popolo a Roma la campagna per il referendum sulla giustizia. Non ha funzionato la chiamata a raccolta delle truppe cammellate con tutti i leader del campo largo: da Schlein a Conte a Fratoianni e Bonelli, al segretario della Cgil Landini.
Nella piazza romana, sede simbolo di molti comizi elettorali, stavolta ci sono più ombrelli e bandiere rosse (Cgil, Rifondazione Comunista) e rosa (Pd, Avs, Anpi) che cittadini.
Tanto per creare un po’ di confusione, in una piazza mezza vuota una grande bandiera della pace, come se il voto di domenica e lunedì fossero sulla guerra. Bandiere “No Tav”, quelle palestinesi e quelle arcobaleno; ecco il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, che accusa il Sì di «impedire alla magistratura di fare il suo mestiere». Anche lui agita la Carta, la «Costituzione antifascista del 1948».
Per riempire la piazza extracomunitari col cappellino Cgil: “Qui per la birra e il panino”
Se il fronte del Sì ha scelto il successo sanremese di Sal Da Vinci, il comitato guidato da Anm, Rosy Bindi, Landini e compagni è andato sull’usato sicuro: “C’è chi dice no” di Vasco Rossi. Ma a dire No all’evento, per ora, sono stati i militanti del campo largo sono rimasti a casa o davanti alla tv. Magari a vedere l’intervista di Giorgia Meloni al Tg1 in favore del Sì.
Ci sono anche gruppi di extracomunitari, muniti per l’occasione di cappellino della Cgil. Interpellati da un cronista del Tempo, dicono di essere arrivati «dal primo pomeriggio, dopo aver lasciato il cantiere» e quando gli chiedono di separazione delle carriere e Csm, riferiscono: «Il panino c’è, la birra pure. Perché non ascoltare?».
Bella Ciao, la retorica dei partigiani smontata dal nonno della Schlein
Sul fronte degli artisti militanti, tra gli interventi della “costituzionalista” Marisa Laurito e del giurista Pif, chiude il comizio Daniele Silvestri, che sceglie di intonare un suo inedito, una sorta di Inno al No, ma l’atmosfera della piazza (chiedere agli immigrati venuti per la birra e il panino) è più da Paranza e Salirò e la lirica del cantautore romano non scalda la platea infreddolita. Funziona decisamente meglio, al momento dei saluti, la tradizionale “Bella ciao”, intonata come si dovesse salire sui monti da un momento all’altro. Poco importa che molti partigiani veri (vedi Giuliano Vassalli e Agostino Viviani, nonno di Elly Schlein) sulla riforma della giustizia avevano una visione perfettamente coincidente con la riforma Nordio.