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Buvette milionaria alla Regione Puglia: il progetto faraonico da Emiliano a Decaro. FdI: costi eccessivi

Caffe d'oro

Buvette milionaria alla Regione Puglia: il progetto faraonico da Emiliano a Decaro. FdI: costi eccessivi

Politica - di Carlo Marini - 1 Marzo 2026 alle 10:01

Se pensavate che la buvette di Montecitorio fosse il massimo del ristoro della politica, non avete ancora visto l’eredità lasciata dalla giunta Emiliano in Puglia e raccolta dai Decaro boys. A Bari, nel futuristico palazzo di vetro della giunta regionale pugliese, non sta per nascere una semplice mensa,  ma un vero e proprio tempio del gusto da 478 metri quadrati, con un conto finale che fa tremare i polsi: 1,5 milioni di euro.

Altro che buvette: Regione Puglia, quanto mi costi

L’esigenza di partenza era comprensibile, quasi elementare: permettere a consiglieri, dipendenti e cittadini di trovare una bottiglietta d’acqua senza dover intraprendere un pellegrinaggio fuori dal palazzo. Ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo un progetto che sembra uscito da una rivista di interior design d’alta gamma.

Dimenticate i banconi in formica e le macchinette automatiche. Il nuovo spazio offrirà un pacchetto “all-inclusive” che comprende ristorante, bar, sala da tè con poltrone avvolgenti, aree meeting, divanetti e fioriere adornate da ulivi, omaggio vegetale alla terra pugliese. Una struttura capace di ospitare fino a 250 persone contemporaneamente, tra interni raffinati e dehors.

I progettisti della nuova buvette non hanno badato a spese

A giustificare la cifra a sei zeri non sarebbe solo la metratura, ma una cura quasi maniacale per l’estetica. I progettisti non hanno lasciato nulla al caso, puntando su uno studio cromatico che rasenta la filosofia. Le pareti saranno rivestite in pregiato legno di rovere, mentre la palette spazierà dal “nero eleganza” al “giallo ocra”, fino a un sofisticato “blu polvere” per gli esterni. Ogni spazio avrà il “suo” colore, studiato per armonizzarsi con la luce e i materiali, garantendo un “forte senso di identità”. Insomma, più che una pausa pranzo, un’esperienza multisensoriale.

Come prevedibile, un investimento di tale portata per un’area ristoro istituzionale ha sollevato un polverone politico. Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia ha già acceso i fari sulla vicenda, chiedendo un’audizione urgente in commissione Bilancio per vederci chiaro su costi e necessità.

“Finalmente sarà fatta chiarezza. In Commissione Bilancio, convocata per mercoledì prossimo, 4 marzo, su nostra richiesta, avremo le risposte che abbiamo sollecitato su procedure, costi e tempi di completamento della mensa del Consiglio regionale”. Lo dichiara in una nota il gruppo Fratelli d’Italia del Consiglio regionale della Puglia, con riferimento all’audizione dei dirigenti delle sezioni regionali competenti (Provveditorato-Economato, Amministrazione e contabilità, Opere pubbliche e infrastrutture).

FdI chiede un’audizione sugli sprechi del piano per la buvette della Regione Puglia

L’audizione era stata chiesta dal partito di opposizione “su un progetto rimasto a metà, – spiegano i consiglieri di FdI – con le cucine già installate e pronte per l’uso, mentre restano da allestire l’area bar e ristorante, come abbiamo verificato nel nostro sopralluogo del 18 febbraio scorso, quando ci furono consegnati i progetti dell’area da allestire, con i preventivi delle relative forniture acquisiti dalla sezione Opere pubbliche e infrastrutture della Regione”.

“Quelle carte – continuano – le abbiamo esaminate e studiate, e sono emerse diverse voci di spesa su cui si può tagliare, con ampi margini di risparmio. Ferma restando l’utilità di una mensa all’interno del palazzo del Consiglio regionale in via Gentile, in funzione dal 2019 ma ad oggi privo di un punto ristoro, siamo convinti che ci siano le condizioni per abbatterli sensibilmente. Su questo vigileremo, perché la spesa sia improntata alla massima sobrietà, garantendo luoghi funzionali e decorosi ma senza fronzoli e sprechi”. “La mensa del Consiglio serve, lo ribadiamo, – concludono – ma va completata con oculatezza, senza spreco di denaro pubblico e di tempo: su questo insisteremo nell’audizione di mercoledì prossimo”.

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di Carlo Marini - 1 Marzo 2026