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Bimba investita all’asilo, condanna definitiva a 2 e mezzo per la maestra. I genitori: “L’unica condannata a vita è nostra figlia”

Otto anni di calvario

Bimba investita all’asilo, condanna definitiva a 2 e mezzo per la maestra. I genitori: “L’unica condannata a vita è nostra figlia”

Cronaca - di Elsa Corsini - 4 Marzo 2026 alle 15:26

Dopo 8 anni di calvario per i genitori dalla piccola Lavinia, è arrivata la condanna definitiva a due anni e mezzo per la maestra dell’asilo nido di Velletri (provincia di Roma), dove il 7 agosto 2016, la bimba di appena 16 mesi è stata investita da un auto nella zona di parcheggio. E da allora si trova in una stato vegetativo di minima coscienza. Con la condanna a restare tetraplegica per la vita.

Bimba investita al parcheggio dell’asilo, maestra condannata a due anni e mezzo

La Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Francesca Rocca, accusata di lesioni personali colposo e abbandono di minore. Era già definitiva invece la condanna per la donna alla guida dell’auto,  Chiara Colonnelli. Che , invece, non aveva fatto ricorso in Cassazione. Per lei i giudici di Appello avevano stabilito una pena di un anno per lesioni e un anno di sospensione della patente.

I genitori: dopo 8 anni di umiliazioni siamo arrivati alla condanna definitiva

“Dopo 8 anni di processo, dopo circa 30 udienze, dopo sofferenze e umiliazioni subite nel corso del processo stesso, siamo arrivati oggi alla condanna definitiva”. Così in una nota i genitori della bimba, Massimo Montebove e Lara Liotta. Nessuna polemica, tanta dignità e un dolore straziante. “Vogliamo ricordare che in questa vicenda l’unica, vera persona condannata a vita è nostra figlia Lavinia che era nata sana e che resterà tetraplegica per sempre”.

Respinto il ricorso in Cassazione della maestra accusata per lesioni e abbandono di minore

I giudici hanno messo nero su bianco che le imputate, oggi definitivamente condannate, non hanno mai mostrato segni di pentimento. “Vogliamo ringraziare i magistrati per essere arrivati finalmente ad acclarare processualmente la verità dei fatti. E vogliamo ringraziare – concludono  la mamma e il papà di Lavinia – soprattutto il nostro avvocato Cristina Spagnolo per essere stata al nostro fianco fin dal primo momento. E per averci sostenuto anche psicologicamente”. I genitori della piccola hanno lottato per anni per ottenere giustizia, opponendosi alla richiesta di “messa alla prova” avanzata dalla difesa della maestra. Che avrebbe potuto portare all’estinzione del reato. Il caso ha suscitato enorme commozione e sdegno per i lunghi tempi processuali, con interventi anche del Garante dell’infanzia del Lazio.

Che cosa è successo il 7 agosto 2016 nel parcheggio dell’asilo

Che cosa è successo in quella maledetta  mattina? La piccola Lavinia si trovava nell’asilo estivo di Velletri quando si è ritrovata sola nel cortile a gattonare, mentre maestra e bambini erano insieme dentro la struttura. In quel momento è arrivata una macchina che è entrata nell’area dove erano soliti parcheggiare i genitori, una sorta di cortile davanti all’ingresso. La donna che era alla guida, mamma di un compagno della piccola, non si è accorta della bambina. E l’ha investita a retromarcia. Soltanto in seguito ha notato la presenza di un fagottino immobile sull’asfalto. Il paraurti della Bmw station wagon colpì la testolina bionda della piccola, costretta ora a vivere, attaccata a un respiratore, a una pompa dell’acqua, a un saturimetro e a un aspiratore.

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di Elsa Corsini - 4 Marzo 2026