Tentata estorsione?
Berlusconi è morto, ma chiede ancora giustizia: la “gieffina” Giovanna Rigato a processo, Ruby non testimonia
Niente da fare, tutto rinviato. Sono slittate le testimonianze di Karima El Mahroug e Barbara Guerra, chiamate in Tribunale a Monza per testimoniare nel processo a Giovanna Rigato, l’ex concorrente del Grande Fratello accusata di tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. La donna ha sempre respinto le accuse affermando di aver chiesto all’ex leader di FI un risarcimento per danno di immagine dopo il clamore derivato dalle ‘cene di Arcore‘. Karima, alias Ruby, neo mamma per la seconda volta e residente a Genova, ha inviato un certificato medico per spiegare la sua assenza con l’allattamento, precisando anche che sarebbe stata comunque intenzionata ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Guerra, invece, è risultata irreperibile e residente all’estero.
Giovanna Rigato e il presunto tentativo di estorsione a Berlusconi
Secondo la Procura di Monza, Rigato avrebbe chiesto circa un milione di euro a Berlusconi durante un incontro a Villa San Martino per i danni d’immagine che avrebbe subito dalle inchieste giudiziarie partite dalle rivelazioni di Ruby e dall’interruzione delle somme di denaro che l’ex premier le elargiva con costanza. Nel procedimento i cinque figli dl fondatore di Forza Italia si sono costituiti parti civili portando avanti l’iniziativa del padre poi deceduto. Si torna in aula il prossimo 15 aprile, per l’esame dell’imputata. In aula, per la difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Gerunda, oggi sono stati sentiti come testimoni la madre di Rigato, un medico al quale si era rivolta per lo stress psicologico che avrebbe subito per la risonanza mediatica del caso, e un fotografo, informato su alcune interviste e servizi fotografici che l’imputata avrebbe rifiutato proprio per non legare la sua immagine a questo filone di vicende dell’ex presidente del Consiglio.
Giovanna Rigato, secondo le accuse, riceveva già una somma fra i due e i tremila di euro al mese che Berlusconi le versava come ad altre ragazze invitate alle serate. In una delle udienze il geometra Roberto Trombini, immobiliarista che lavorava per Berlusconi, aveva raccontato: “Avevo trovato un appartamento a Rigato, che lo chiedeva urgentemente, in tre giorni, ma era necessario qualche giorno ancora per fare delle verifiche catastali e allora lei, in un incontro ad Arcore, ebbe una reazione scomposta e arrabbiata, fece un gesto con le cinque dita per far capire che le dovevano essere versati dei soldi, penso 500mila euro, e Berlusconi rimase spaventato…”. Rigato nega anche questo.