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Asse Meloni, Mertz e Belgio: sfida a Bruxelles sul caro-energia

Sfida a Bruxelles

Asse Meloni-Merz e Belgio sulla competitività: l’Italia guida il fronte Ue contro il caro-energia e i diktat green

Politica - di Bianca Conte - 10 Marzo 2026 alle 21:38

Siamo alle conclusioni: non più vaghe promesse, ma fatti concreti e una leadership italiana che detta l’agenda a Bruxelles. Mentre le opposizioni di casa nostra sperano ancora nel declino della nazione, Giorgia Meloni consolida l’asse dei riformatori europei, portando sul tavolo della competitività le istanze dell’economia reale. In un’Europa stretta tra le incertezze del Medio Oriente e i rincari energetici, il presidente del Consiglio non fa sconti all’ideologia green della vecchia Commissione e lancia la sfida: per salvare le nostre imprese serve meno burocrazia e uno stop immediato ai balzelli ideologici.

Asse Meloni, Mertz e Belgio: sfida a Bruxelles sul caro-energia

L’asse con il Cancelliere tedesco Merz e il belga De Wever segna l’inizio di una nuova stagione per il mercato unico, dove l’interesse nazionale torna finalmente a essere il motore della crescita comune. Pertanto, in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, e alla luce dei più recenti sviluppi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, il Cancelliere federale tedesco Friedrich Merz e il Primo ministro belga Bart De Wever, hanno ospitato una riunione in videoconferenza del gruppo di lavoro informale sui temi della competitività europea, inaugurato in occasione del ritiro dei Leader ad Alden Biesen dello scorso 12 febbraio.

Seconda riunione del gruppo di lavoro informale sulla competitività europea

Al centro del confronto con Germania, Belgio e altri 18 Stati membri, le contromisure urgenti per arginare la volatilità dei prezzi dell’energia causata dalle tensioni mediorientali.

Come anticipato allora, insieme a Italia, Germania e Belgio, hanno preso parte alla videoconferenza la Commissione europea, Austria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Slovenia, Svezia e Slovacchia. La discussione si è in primo luogo concentrata sulle conseguenze di breve e medio termine del conflitto in corso sul mercato globale delle fonti energetiche e sulle possibili iniziative da promuovere rapidamente per contenere la spinta dei prezzi dell’energia.

Obiettivi concreti e scadenze precise

Non solo. Il presidente Meloni si è in particolare soffermata sulla necessità di una sospensione temporanea del meccanismo di tassazione del carbonio (ETS) sulla produzione di energia, in attesa di una rapida e più ampia revisione del meccanismo per affrontare anche i temi delle quote gratuite, della volatilità delle tariffe ETS nonché dell’interazione del meccanismo ETS con le regole del mercato elettrico europeo. Ma particolare attenzione è stata anche riservata al completamento del Mercato unico e alla semplificazione regolatoria europea.

I Leader hanno infine concordato di mantenersi in stretto contatto in vista del Consiglio europeo di marzo per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alla definizione di obiettivi concreti e scadenze precise nel testo delle Conclusioni.

Meloni, Mertz e Belgio e l’offensiva italiana contro il caro-energia

La strada è tracciata: l’obiettivo di Palazzo Chigi è arrivare al Consiglio europeo di fine marzo con «obiettivi concreti e scadenze precise» per garantire che la competitività non rimanga uno slogan da convegno. Ma diventi realtà attraverso la semplificazione regolatoria e il completamento del Mercato unico. Giorgia Meloni dimostra ancora una volta che l’Italia non va a Bruxelles con incertezze. Ma pronta a guidare un fronte comune capace di coniugare pragmatismo e difesa delle identità produttive. La stagione dei “compiti a casa” dettati da altri è finita. Ora è il tempo del coraggio e della sovranità industriale.

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di Bianca Conte - 10 Marzo 2026