Solidarietà senza "se" o "ma"
Askatasuna, la Liguria sta con le divise: approvato l’odg della Lega contro i violenti dei centri sociali. M5S e Avs non pervenuti
Le posizioni che fanno la differenza con le (op)posizioni… Non a caso, mentre una certa sinistra continua a coccolare i professionisti del disordine, c’è chi non dimentica da che parte stare. Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato un ordine del giorno, presentato dalla Lega, che mette nero su bianco il sostegno incondizionato alle forze dell’ordine, bersaglio della furia cieca scatenata a Torino dai frequentatori del centro sociale Askatasuna. Un atto di civiltà – e di obiettività – che, tuttavia, ha dovuto affrontare il solito muro di ambiguità delle opposizioni. Vediamo come e perché.
Askatasuna: il consiglio regionale della Liguria approva l’odg a sostegno delle forze ordine
L’iniziativa, che impegna la giunta Bucci, nasce dai gravi fatti di sangue che hanno sconvolto il capoluogo piemontese poco più di un mese fa, quando una manifestazione “in difesa” dell’immobile occupato si è trasformata in una guerriglia urbana contro lo Stato. I consiglieri regionali del Carroccio – Sara Foscolo, Sandro Garibaldi e Armando Biasi – hanno espresso soddisfazione per un voto che ristabilisce le gerarchie morali: «Con la violenza non c’è democrazia e senza sicurezza non c’è libertà. Sostegno alle forze dell’ordine e ferma condanna, senza se e senza ma, dei violenti manifestanti che durante la manifestazione pro Askatasuna a Torino hanno attaccato e ferito diversi agenti causando ingenti danni alla città».
Aggiungendo in calce: «Siamo soddisfatti che l’Assemblea legislativa della Liguria abbia approvato l’ordine del giorno della Lega (consiglieri del M5s e di Avs assenti in aula) che impegna la giunta Bucci a esprimere solidarietà agli agenti feriti e alle forze dell’ordine coinvolte, nonché ai giornalisti aggrediti dai violenti manifestanti». E ancora. «Resta il rammarico – prosegue la nota – per il fatto che il documento della Lega sia arrivato al voto del consiglio regionale soltanto a distanza di più di un mese dai gravi fatti accaduti a Torino. All’indomani della manifestazione, infatti, non tutti i capigruppo regionali avevano voluto sottoscrivere il nostro ordine del giorno, rendendo necessario rinviarne la discussione in aula fino a oggi. Ricordiamo che soltanto grazie alla grande professionalità delle forze dell’ordine a Torino non c’è scappato il morto».
Askatasuna e aggressioni alle forze dell’ordine: la Liguria sceglie le divise e umilia la sinistra
Concludendo infine: «Poliziotti, carabinieri e finanzieri – chiosano i consiglieri – sono servitori dello Stato che non possono essere lasciati soli. O, peggio, additati e considerati da certa sinistra come “forze antidemocratiche”. Le misure per la maggiore tutela delle divise che operano nel Paese per difenderci da chi non osserva le norme è un atto giusto e necessario a favore di tutti».
Askatasuna e forze dell’ordine, l’ambiguità dem e il vizio di non decidere
Eppure, nonostante l’approvazione, resta l’amaro in bocca per l’atteggiamento dei partiti dell’area “progressista”. Se il documento è arrivato in aula con ritardo, la colpa è della resistenza ideologica di chi fatica a condannare i violenti col passamontagna. Non è un caso, infatti, – o quanto meno suscita perplessità – il fatto che durante il voto i banchi di M5S e Avs siano rimasti deserti. Un’assenza che pesa, moralmente quanto politicamente parlando, verso chi considera la polizia “un nemico”.
Non solo Askatasuna e Torino…
Del resto, la recente vicenda che coinvolge Askatasuna non è un caso isolato. Da tempo ormai i centri sociali, protetti da una sponda politica che vorrebbe “legalizzare” l’illegalità, utilizzano le piazze come poligoni di tiro contro gli agenti. Ricordiamo i recenti assalti ai reparti mobili durante i G7. O le sassaiole sistematiche (e non solo quelle) in Val di Susa. In una parola, quella strategia della tensione a bassa intensità (e non sempre a “bassa intensità”) che mira a delegittimare chi indossa una divisa.
Battaglia per la legalità: la tutela di chi ci difende è un atto dovuto
Proprio per questo, allora, il voto in Liguria assume un valore nazionale. Perché le forze dell’ordine non sono “strumenti di repressione”, come vorrebbe una certa retorica vetero-comunista mai sopita. Bensì lo scudo dei cittadini onesti. «Poliziotti, carabinieri e finanzieri sono servitori dello Stato che non possono essere lasciati soli o, peggio, additati e considerati da certa sinistra come “forze antidemocratiche”», conclude non a caso la nota della Lega. E in un’epoca di derive antagoniste, il messaggio arriva forte e chiaro: la tutela di chi ci difende è un atto dovuto. Così come la battaglia per la legalità è un assioma che non ammette zone d’ombra…
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