"Momento complesso"
Arianna Meloni: “In questo 8 marzo il mio cuore è con le eroiche ragazze iraniane. Serve una de-escalation”
De-escalation e libertà: il messaggio alle donne iraniane
“Nella giornata delle Donne, l’8 marzo, il mio cuore – sottolinea Arianna Meloni – è con le ragazze eroiche che in Iran lottano per la libertà, che noi diamo per scontata, scendendo in piazza e subendo violenze fino alla morte” Così Arianna Meloni in un’intervista al Corriere della Sera.
“Cosa avrebbero fatto i leader dell’opposizione al posto di Giorgia?”
Intervistata da Paola Di Caro, il capo della segreteria politica di FdI, nonché sorella della premier fa il punto sugli scenari politici interni e internazionali. “È una fortuna che alla guida di questa nazione ci sia Giorgia Meloni, che ha già dimostrato di saper guidare l’Italia con autorevolezza ed equilibrio, con un ruolo riconosciuto nel consesso europeo e mondiale”, dice Arianna Meloni. “Cosa avrebbero fatto i leader dell’opposizione al posto suo, in tre anni e mezzo così instabili? Ma a questa domanda non rispondono mai”, prosegue.
“Prezzi inaccettabili al distributore”
Alla domanda sulla ricadute economiche della guerra in Iran e su cosa il governo ha intenzione di fare, Arianna Meloni assicura: “Quello che abbiamo sempre fatto. Quando il governo si insediò eravamo nel pieno di una crisi finanziaria: l’inflazione era al 12%, i prezzi alle pompe di benzina segnavano anche 2,3 euro, oggi sono arrivati a 1,6 /1,8. Il governo intervenne scongiurando la speculazione”, ricorda Arianna Meloni. E oggi? “È inaccettabile che le materie prime acquistate tre mesi fa, come il petrolio trasformato in carburante, oggi possano subire un’impennata al distributore – sottolinea il capo della segreteria politica di Fdi – Già abbiamo varato un decreto bollette per ridurre il prezzo dell’energia, la premier ha dichiarato che è pronta ad aumentare le tasse alle aziende che speculano sulla crisi, per investire quei proventi abbassando il costo delle bollette”.
E a livello europeo? “Al prossimo Consiglio la premier proporrà di riformare il meccanismo Ets per distinguere il prezzo dell’energia prodotta da rinnovabili da quello delle non rinnovabili. Non è possibile che esista un sistema che, seppur nato per fini nobili, tassi alcuni produttori e determini ingiusti benefici per altri, penalizzando i cittadini”, spiega.
Il rapporto con gli USA e Netanyahu: “Non è questione di simpatie”
Il format Italia, Germania, Francia e Gb significa che ci allontaniamo dagli Usa? “La postura del governo in politica estera è chiara: siamo schierati per la difesa degli interessi nazionali, dell’Europa e dell’Occidente – risponde Arianna Meloni – C’è un denominatore comune tra questi mondi e il governo è impegnato per tenerli insieme, anche se la politica internazionale è complessa”. Cioè si può essere amici con Trump, ma meno quando con Netanyahu attacca l’Iran? “Non è questione di simpatie. Qui c’è un presidente eletto di un Paese da sempre amico come gli Usa. C’è un leader israeliano che reagisce a chi, come l’Iran, ha come obiettivo la distruzione del suo Paese, e alimenta il terrorismo. La realtà è questa”, dice.
Questo clima può favorire il No al referendum? “Non credo che gli italiani cadranno nel tranello, penso abbiano capito che la riforma della giustizia è epocale, attesa da oltre 30 anni, voluta anche da tante persone di sinistra, intellettualmente oneste. Gli elettori hanno l’occasione di portare l’Italia nella modernità: i governi passano, ma le riforme restano”, conclude.