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Arianna Meloni dà la carica: “Sono ottimista, vincerà il Sì. E dopo, avanti con il premierato”

"Riforma storica"

Arianna Meloni dà la carica: “Sono ottimista, vincerà il Sì. E dopo, avanti con il premierato”

Politica - di Redazione - 14 Marzo 2026 alle 13:53

“Vincerà il sì, sono piuttosto ottimista”. Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, esprime il suo ottimismo sull’imminente partita referendaria. Intervista da la Verità, analizza nel merito le questioni chiamate in causa dalla riforma della giustizia, riforma “epocale” per modernizzare l’Italia, come più volte spiegato e sottolineato dalla premier.  Si inizia dai sondaggi sul Sì e sul No, affermando: “Non mi risulta” che oggi il voto sia di nuovo in bilico. Si passa alla politicizzazione dei quesiti referendari. “Certamente, c’è chi ha trasmesso un messaggio fazioso, spostando il dibattito sul piano politico e contro il governo, più che sul merito della legge”. In realtà, basta scrollarsi di dosso lo spirito di parte per andare a fondo dei temi.

Riforma della giustizia: “Punto qualificante del programma di governo”

“Nonostante il tentativo di fuorviare il dibattito con inutili polemiche – continua Arianna Meloni – quando si entra nel merito ci si accorge che si tratta di una buona riforma. Una riforma che dà forza alla magistratura, rendendola più libera e indipendente dalla politica e dalle correnti politicizzate”. Riformare la giustizia è uno snodo storico determinante nella storia politica italiana: “La riforma della giustizia – ribadisce la responsabile della segretaria politica di FdI- è un punto qualificante del programma di governo. È una riforma storica, da 30 anni nessuno è riuscito a realizzarla. Questo governo ci sta riuscendo perché è stabile. Non inventiamo nulla di nuovo, ma realizziamo i punti del programma perché, grazie a questa stabilità, possiamo fare le riforme che gli italiani aspettano da decenni. Questa è una delle più importanti”.

Arianna Meloni: “Siamo coraggiosi, non temiamo boomerang o autogol”

Si sofferma su un punto determinante: “Con l’istituzione dell’Alta corte disciplinare, i magistrati pagano per gli errori che commettono. Ogni anno si registrano quasi mille ingiuste detenzioni. Una situazione che pagano prima di tutto i diretti interessati sulla propria pelle; e poi i cittadini tutti attraverso il conseguente e ingente esborso finanziario dello Stato per i risarcimenti”. Alla domanda maliziosa se l’impegno diretto della premier Giorgia Meloni e del sottosegretario Alfredo Mantovano, possa rivelarsi un boomerang risponde: “Siamo persone molto coraggiose nel rappresentare le nostre idee. Non temiamo boomerang o autogol: anche perché i sondaggi danno Fdi al 30% e Giorgia è tra i leader più amati degli ultimi decenni”.

“Dopo, avanti col premierato”

Sempre in tema di riforme, si arriva alla “madre” di tutte le riforme”. Domanda: con la vittoria del Sì, sareste spronati a procedere col premierato?. Risposta chiara, immediata: “Anche se non si vincesse, continueremmo a portare avanti i punti del programma. Il premierato è importante perché dà stabilità e quindi certezza economica alla nazione”.

“Il Pd ha cambiato idea per raggranellare qualche voto”

Quindi uno sguardo alle opposizioni, in special modo al Pd: “Sulla giustizia il Pd ha cambiato idea solo per raggranellare qualche voto”. Il Pd aveva nel suo programma la separazione delle carriere e l’Alta corte disciplinare fin dalla Bicamerale di D’Alema… “Fin dal tempo dell’ex partigiano Giuliano Vassalli”, fa notare Arianna Meloni. Cos’è cambiato con la segretaria Elly Schlein ? “Lo spiego – risponde- con il fatto che per il Pd diventa più importante raggranellare qualche voto di schieramento contro la Meloni piuttosto che fare una riforma che gran parte della sinistra condivide. Tant’è vero che ci sono molte persone intellettualmente oneste di quell’area che stanno facendo campagna per il Sì”.

La riforma potrà aiutare a superare le sentenze “politiche” sull’immigrazione

In cosa la riforma – se vincesse il Sì – potrebbe  aiutare a superare le sentenze politiche sull’immigrazione e i divieti ai rimpatri? Arianna Meloni fornisce coordinate precise: “Attraverso il sorteggio del Csm, che renderà i magistrati liberi dalle logiche delle correnti; mettendoli in grado di rispondere solo allo loro coscienza e a quello per cui hanno studiato. E attraverso l’Alta corte disciplinare, per cui i magistrati che sbagliano risponderanno dei loro errori. Grazie a questi due nuovi strumenti avremo una giustizia giusta e non ideologizzata”.

 

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di Redazione - 14 Marzo 2026