Ottimi risultati sui rimpatri
Anarchici violenti, massima allerta per sabato. Piantedosi: “La democrazia non si può sostituire con il caos”
«Già lo scorso febbraio, in quest’aula, in occasione dell’informativa sugli scontri seguiti allo sgombero di Askatasuna a Torino, avevo lanciato un avvertimento preciso: l’anarco-antagonismo violento non è folklore politico, è una minaccia concreta e strutturata». Queste le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che è intervenuto al question time alla Camera per spiegare che, sull’eversione, «non siamo di fronte a episodi isolati. Siamo di fronte a una sfida allo stato di diritto e alle istituzioni democratiche di questo Paese». Quell’avvertimento che il titolare del Viminale aveva lanciato mesi fa «si è trasformato in realtà. Perché quello che è accaduto pochi giorni fa nel parco degli Acquedotti a Roma potrebbe essere il segnale di un’escalation programmata, di una strategia che mira a colpire le istituzioni, a destabilizzare il tessuto civile, a reclutare nuovi adepti nell’odio anti-sistema, anti-atlantico, anti-sionista».
Il messaggio che Piantedosi vuole inviare è chiaro: «Non deve esserci spazio per chi con la violenza intende sovvertire la democrazia e sostituirla con il caos. Per questo, in occasione della manifestazione di piazza, annunciata per il prossimo sabato, confido che tutte le forze politiche si compattino in difesa delle istituzioni democratiche e nel prendere nettamente le distanze da chi volesse porre in essere comportamenti e azioni violente». Ma c’è anche un’altra manifestazione prevista per domenica nella capitale, intitolata “A testa alta per Sara e Sandrone”, indetta dagli anarchici. Inoltre, i siti anarchici hanno comunicato altre due mobilitazioni per Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al 41 bis, con un’assemblea pubblica il 10 aprile in piazza Nuccitelli a Roma e il successivo corteo il 18 aprile da piazza Trilussa.
Eversione anarchica, Piantedosi: «Nessuno spazio a chi vuole sostituire la democrazia con il caos»
Nel corso dell’audizione, il ministro dell’Interno ha fornito delucidazioni sui rischi che corriamo odiernamente, soprattutto in ambito di sicurezza nazionale: «Il quadro tracciato dall’Intelligence si sta delineando sempre più chiaramente: siamo in presenza di fattori di radicalizzazione multipli, che passano dall’opposizione ai provvedimenti legislativi in materia di sicurezza, alle vicende internazionali e culminano nell’incitamento all’azione violenta diretta. Lo abbiamo visto, da ultimo, con gli atti di sabotaggio alla rete ferroviaria in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina». Insomma, siamo davanti a «un’ostilità trasversale che unisce mondi diversi dei professionisti della protesta in un’unica, pericolosa convergenza eversiva. Ho risposto con immediatezza e fermezza, convocando il Comitato analisi strategica antiterrorismo, nell’ambito del quale Polizia e Servizi di Intelligence condividono ogni risultanza operativa».
Quanto al caso della morte di Sandra Ardizzone e Alessandro Mercogliano, vittime del crollo di un edificio nel parco degli Acquedotti di Roma mentre preparavano un ordigno, Piantedosi ha evidenziato che «le analisi in corso chiariranno se ci troviamo di fronte a un atto di spontaneismo armato, compiuto in sostanziale solitudine dai due soggetti coinvolti, oppure se siamo in presenza di un nodo di una rete eversiva più ampia e strutturata». Inoltre, «nel pieno rispetto del riserbo che le delicate indagini in corso impongono, le prime ricostruzioni sembrano ricondurre l’episodio a metodologie operative tipiche degli ambienti anarco-insurrezionalisti, che usano approcci tradizionali, ben distinti da fenomenologie terroristiche di altra matrice».
La morte di Ardizzone e Mercogliano fa aumentare l’impegno delle forze dell’ordine e d’intelligence
Dopo l’episodio preoccupante avvenuto nella capitale, che ha visto le rivendicazioni di area anarchica anche su Radio Onda d’Urto, il titolare del Viminale ha assicurato che «ciò che è già certo, e su questo non vi è margine di ambiguità, è che l’attenzione della Polizia e dei servizi d’intelligence rimane elevatissima. Questo governo ha preso un impegno preciso con gli italiani: garantire legalità e sicurezza. Un impegno che non è uno slogan, ma una priorità concreta, quotidiana, irrinunciabile. Non abbasseremo la guardia né di fronte alla minaccia interna, né di fronte a quella internazionale».
Insomma, le forze dell’ordine lavorano in sinergia, ma Piantedosi ha tenuto a ribadire che «la gravità dell’episodio avvenuto nel casolare del Parco degli Acquedotti ha imposto una risposta istituzionale immediata e decisa. Ho convocato per questo senza indugio il Comitato analisi strategica antiterrorismo, per un esame approfondito e strutturale dei fatti, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la nostra strategia di prevenzione e calibrarla con ancora maggiore precisione sul livello reale e attuale della minaccia». Il panorama davanti a cui si trovano di fronte gli addetti per la sicurezza è «sempre più complesso» e assomiglia a quello di una «minaccia ibrida, in cui rischi interni e internazionali si intrecciano in modo inscindibile e si evolvono con rapidità crescente. Per questo la nostra risposta non è statica: viene modulata, aggiornata e potenziata in tempo reale, seguendo l’evolversi dello scenario».
L’importanza dei centri per il rimpatrio
«Se i risultati sui rimpatri sono oggetto di apprezzamento, auspico che ci sia più ampia condivisione anche rispetto al lavoro fatto da questo governo per potenziare i Centri per i rimpatri, strutture troppo spesso ideologicamente osteggiate». La visione del ministro dell’Interno è chiara, anche alla luce degli ottimi risultati sulle espulsioni dei migranti irregolari. Peraltro, l’utilizzo di queste strutture di detenzione «è una strategia su cui noi non abbiamo mai avuto incertezze e, anzi, abbiamo sempre sostenuto, giocando un ruolo fondamentale in Europa per l’ormai prossima approvazione del nuovo regolamento sui rimpatri. Una strategia che passa anche per il rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e transito per impedire le partenze e agevolare il rientro dei migranti nella loro patria».
La richiesta della carta d’identità per chi abita all’estero
«Grazie al recente intervento normativo voluto dal governo, anche i cittadini italiani residenti all’estero potranno richiedere la Carta d’identità elettronica in qualsiasi Comune italiano e non più soltanto presso i consolati di competenza». Così il titolare del Viminale ha voluto sottolineare l’importanza della nuova iniziativa, dal momento che «finora, infatti, i comuni potevano rilasciare ai cittadini iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’estero soltanto il documento cartaceo che, voglio ricordarlo, non sarà più valido dal prossimo 3 agosto». Questa nuova funzionalità «sarà operativa dal primo giugno, una volta ultimati gli adeguamenti tecnologici per consentire ai Comuni di rilasciare la Cie ai cittadini iscritti all’Aire, sulla base di modalità organizzative e tecniche già condivise con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Prima che il nuovo sistema diventi operativo, verranno fornite ai Comuni, con apposita circolare, specifiche istruzioni».
Un lavoro congiunto che ha visto la partecipazione della Farnesina, occupata da tempo a lavorare «per facilitare l’entrata a regime delle nuove disposizioni sulla carta d’identità. Innanzitutto, informando tempestivamente i connazionali mediante campagne mirate sui siti istituzionali e sui canali social delle Sedi diplomatiche nonché attraverso messaggi informativi agli sportelli. In secondo luogo, con la riorganizzazione degli stessi uffici. Infine, rafforzando la rete consolare, con particolare riferimento alle circoscrizioni che registrano un maggior numero di richieste per il rilascio del documento d’identità». In conclusione, come ha tenuto a precisare Piantedosi, «il governo segue la questione con la più grande attenzione con l’obiettivo di migliorare e rendere sempre più efficienti i servizi resi dalla Pubblica Amministrazione ai suoi cittadini».