Il boom in dieci anni
A scuola di Gomorra: baby mafiosi e piccoli criminali in aumento esponenziale. Il report di Save The Children
Raddoppiate le rapine tra i giovanissimi. Ecco perché ora escono di casa armati
Chiamatelo effetto Gomorra, ma a 12 anni dalla prima messa in onda della serie televisiva, il report diffuso da Save the children dipinge un quadro degli adolescenti italiani sempre più violento e criminale, numeri cresciuti in modo esponenziale dal 2014 a oggi. È quanto emerge dal rapporto ‘Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà‘, realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group Ets e diffuso oggi.
Girano armati perché si sentono più sicuri
Il report mette a confronto alcuni dati, come quelli forniti dal Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno. Rispetto a 10 anni prima, nel 2024 sono aumentati i 14-17enni denunciati o arrestati per rapina (3.968 nel 2024, più del doppio rispetto al 2014), lesioni personali (4.653 nel 2024 rispetto alle 1.921 del 2014), rissa (1.021 nel 2024, 433 nel 2014) e minaccia (1.880 nel 2024, 1.217 nel 2014) mentre diminuiscono i minorenni segnalati per il reato di associazione per delinquere (109 nel 2024, 406 nel 2014). Se nel 2024 il numero di minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa conferma il trend di 10 anni prima (49), il dato per il primo semestre 2025 (46) suggerisce una possibile preoccupante crescita nell’annualità.
Inoltre i dati fotografano una maggiore diffusione delle armi tra i minori – anche improprie – con un aumento da 778 a 1.946 dal 2019 al 2024 dei minori segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere e un picco di 1.096 nel primo semestre del 2025. I giovani intervistati per questa ricerca raccontano che girare armati fa sentire ”più sicuri”, ma a volte anche ”più nervosi”, altri lo fanno per status o come simbolo di potere.
Mafia e minori: i numeri agghiaccianti di Save the children
Sul capitolo mafia e minori, gli ultimi dati sono i più inquietanti. Nei primi sei mesi del 2025 i minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa sono 46, a segnalare un aumento rispetto al 2024, quando sono stati 49. Dei 46, quasi la metà si registrano a Catania e a Napoli. Ad allarmare anche l’aumento, in alcuni territori, dei minori denunciati o arrestati per omicidio (passati da 102 nel 2014 a 193 nel 2024), con un’incidenza maggiore in Campania (0,15 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) e con 27 minorenni segnalati a Napoli nel primo semestre 2025 (erano stati 28 in tutto il 2024). È quanto emerge dal rapporto ‘Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà’, realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group Ets e diffuso oggi.
“Sono aumentate rapine, risse e lesioni personali – si legge ancora nel rapporto – con un’efferatezza ‘apparentemente insensata’ che nasconde fragilità emotive diffuse e un progressivo svuotamento affettivo. Sebbene la violenza oggi appaia sempre più armata, con l’uso di pistole, coltelli e armi improprie, gli adolescenti sono sempre più ‘disarmati’ di fronte a nuove fragilità psicologiche e relazionali, spaventati da un mondo esterno che considerano pericoloso, imprevedibile, segnato da conflitti e violenze all’interno delle famiglie e nella società, con casi di autolesionismo e tentati suicidi e, in alcuni casi, uso di sostanze e dipendenze. Preoccupa, inoltre, la crescita nel 2025 di minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa in alcuni territori”.
In dieci anni il numero dei baby criminali è esploso
Attraverso le voci di minorenni e neomaggiorenni, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, magistrati, esperti, operatori del terzo settore e del sistema di giustizia minorile che accompagnano ragazze e ragazzi nei percorsi di reinserimento – con approfondimenti nelle città di Roma, Milano, Napoli, Bari e Terni – la ricerca restituisce una fotografia della violenza che è “un grido profondo degli adolescenti e che interroga con urgenza il mondo degli adulti”. Le voci e le immagini, riportate all’interno del rapporto di ricerca, sono state raccolte con la collaborazione del giornalista e autore Danilo Chirico, insieme al fotoreporter Alessio Romenzi e al regista e autore Vito Foderà.
Il viaggio compiuto da Save the Children per comprendere il fenomeno della violenza giovanile – con un’attenzione alla diffusione delle armi e al coinvolgimento dei minori nelle reti della criminalità organizzata – evidenzia “come nell’ultimo decennio sia cambiata l’intensità e le modalità della violenza agita dagli adolescenti: più immediata, visibile, condivisa e amplificata anche attraverso i social media. Ma allo stesso tempo ci restituisce una ‘geografia della violenza’ che mette in luce come le diverse tipologie di reati di natura violenta non abbiano una diffusione omogenea su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione maggiore di alcune tipologie in determinate aree del Paese”. Osservando il dato di minori e giovani adulti segnalati agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (Ussm) dall’Autorità giudiziaria, emerge un progressivo calo, pari a poco più di un terzo negli ultimi vent’anni, passando da 23.000 nel 2004 a 14.220 nel 2024.
Guardando invece al dato relativo ai minori e giovani adulti presi in carico dagli Ussm, questi sono 23.862 , in aumento rispetto agli anni precedenti, soprattutto a causa della permanenza prolungata nel sistema penale di giustizia minorile, anche in seguito all’attuazione del cosiddetto ‘Decreto Caivano’ che ha ampliato i casi di custodia cautelare per i minorenni e ristretto l’accesso alle alternative al carcere. Il 73% ha tra i 14 e i 17 anni e l’1% ha meno di 14 anni, i giovani adulti sono il 26%.
Il boom dei baby criminali a a Napoli
La crescita riguarda quasi tutte le regioni e, tra le città metropolitane, si segnalano Napoli (che passa da 59 nel 2019 a 152 nel 2024), Milano (da 43 a 150), Roma (da 32 a 96), Bologna (da 21 a 88) e Torino (da 31 a 82). “A preoccupare,