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Zichichi ponte tra scienza e fede: il suo metodo nato dalla visione del mondo cristiana

Il ricordo

Zichichi ponte tra scienza e fede: il suo metodo nato dalla visione del mondo cristiana

Cronaca - di Francesco Comegna - 10 Febbraio 2026 alle 13:02

Riceviamo e pubblichiamo

Ci ha lasciato all’età di 96 anni il fisico siciliano Antonino Zichichi, uno dei più grandi scienziati al mondo, con all’attivo più di 1100 pubblicazioni scientifiche, in particolar modo nel campo della fisica. La sua carriera scientifica (come la sua storia umana) è stata straordinaria, dalla fine degli anni 50 entra a lavorare al CERN di Ginevra (arrivandone poi ai massimi vertici), uno dei più grandi centri di ricerca mondiali, dove nel 1965 scoprirà l’antideutone, primo esempio di nucleo dell’antimateria, scoperta che rivoluzionerà la fisica moderna. È stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove ebbe l’intuizione geniale di far costruire dei laboratori di ricerca scientifica sotto il Gran Sasso, sfruttando il traforo della montagna per la costruzione dell’autostrada A24. Grazie a quel lampo di genio, ancora oggi in Italia abbiamo una delle più grandi infrastrutture scientifiche mondiali dedicata alla fisica astro-particellare.

Fondò nella sua Sicilia (a Erice) il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, che negli anni sarà un crocevia di scienziati da tutto il mondo e ancora il World Federation of Scientists, dove si affrontano le emergenze planetarie attraverso la collaborazione tra scienziati. Insomma la sua vita è stata completamente al servizio della scienza, ma non solo, sarebbe il caso di dire una vita al servizio della verità.

Ponte tra scienza e fede

Zichichi non era solo un uomo di scienza, ma in quanto scienziato, era al servizio della verità, concetto molto più ampio che oltrepassa il metodo scientifico. Zichichi infatti era anche un fervente cattolico e, nella sua opera di divulgazione scientifica, è stato in prima fila a scardinare tutti quei pregiudizi che contrappongono scienza e fede. Da scienziato che ha passato una vita a studiare le leggi della fisica, arrivò alla conclusione che nel mondo c’è una logica e se c’è una logica ci deve anche essere un autore. «Noi non siamo figli del caos, altrimenti sarei disoccupato…».

Con questa frase che ripeteva spesso, sottolineava come il metodo scientifico sia nato proprio dal presupposto che esistono nel mondo delle costanti investigabili dalla ragione umana, verificabili tramite il metodo sperimentale, ed è impossibile che siano nate dal caos o dal caso. Se fosse tutto frutto del caso, non sarebbe possibile investigare nulla, perché non ci sarebbero delle costanti che si ripetono, se invece la legge di gravità o la fotosintesi clorofilliana, sono sempre le stesse sia nell’Emisfero Australe come nell’Emisfero Boreale, allora vuol dire che nel mondo c’è un ordine logico da scoprire. Proprio per questo, da uomo di scienza, difendeva la ragionevolezza della sua fede cattolica.

Il metodo scientifico nasce dalla visione del mondo cristiana

Come ricordava in un suo libro dal titolo emblematico “Perché io credo in colui che ha fatto il mondo”, la visione del mondo cristiana presuppone una creazione ordinata da un Dio al di sopra di essa, che separa Dio (il Creatore) dalla natura (la creazione), quindi quest’ultima diviene un oggetto investigabile, al contrario di altre concezioni del mondo come quella panteista, monista o l’idea che il mondo sia dominato dal caos. Proprio questa visione cristiana avrebbe quindi fornito i presupposti logici per investigare l’esistenza di leggi universali comprensibili attraverso la ragione e, i grandi padri della scienza moderna come Galilei, Keplero o Newton, avrebbero cercato nelle leggi naturali l’impronta del Creatore.
L’ateismo è un atto di fede.

Il tabù dell’ateismo

Altro grande tabù che ha fatto cadere Zichichi è quello dell’ateismo, che considerava un atto di fede, meno ragionevole di quello del credente. Se infatti la fede è appunto un atto della volontà dove si vuole credere a qualcosa o qualcuno perché lo si ritiene attendibile; l’ateismo non è da meno, in quanto su un piano strettamente razionale, non riusciremo mai a dimostrare l’esistenza o la non esistenza di Dio. L’ateo però, a differenza del credente che fa un atto di fede in un Dio, fa un atto di fede nel nulla. E rinuncia a priori alla possibilità che ci sia un autore alla logica del mondo.

Il coraggio di andare contro corrente

Zichichi si è contraddistinto anche per posizioni controcorrente: come la critica all’evoluzionismo, che mancherebbe di una base sperimentale e un fondamento matematico, quindi sarebbe da relegare tra le ipotesi, e la critica all’impatto dell’uomo sul cambiamento climatico, che a suo dire, mancherebbe di solidità scientifica. Critiche fatte sempre con grande rigore e serietà, senza mai scadere nell’ideologico, contribuendo a riaprire i dibattiti. La dipartita di Zichichi è una grande perdita non solo per il mondo scientifico, ma per tutti coloro che hanno a cuore la verità e, beneficiando della smisurata eredità scientifica e culturale che ci lascia, lo possiamo finalmente immaginare col suo sorriso mite a contemplare la causa prima del lavoro di una vita intera. Colui che ha fatto il mondo.

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di Francesco Comegna - 10 Febbraio 2026