Partenariato e sfide comuni
Vertice Italia-Cipro a Palazzo Chigi: paesi sicuri ed energia. Meloni: Mediterraneo strategico, ora l’Europa scelga
La presidente del Consiglio ha sottolineato le sinergie tra Roma e Nicosia per un nuovo approccio sui principali dossier. Se la Ue vuole contare in un contesto globale che cambia rapidamente, deve rafforzare il proprio mercato interno, ridurre gli oneri amministrativi e accelerare la semplificazione normativa
Obiettivo: l’approdo a un documento congiunto per valorizzare ulteriormente il partenariato, nella consapevolezza che il Mediterraneo meriti un’attenzione strategica da parte dell’Europa negli scenari globali. È la conclusione del bilaterale Italia-Cipro che si è svolto a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il presidente cipriota Nikos Christodoulidis, in visita in Italia, accolto dal picchetto d’onore dell’Aeronautica militare. Avanti tutta per rafforzare “i nostri diplomatici di cooperazione perché pensiamo che possano essere preziosi sul piano bilaterale ma anche, e forse soprattutto, sul piano multilaterale”. Così Meloni nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa al termine del vertice. Il secondo dopo quello del 23 novembre 2023, di cui Meloni si è detta “doppiamente contenta” perché avviene in un “momento particolarmente significativo per Nicosia ma anche per Roma e per l’Europa, cioè la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea”.
Bilaterale Italia-Cipro, Meloni: il Mediterraneo crocevia di snodi globali
“Italia e Cipro (che detiene fino alla fine di giugno la presidenza di turno del Consiglio Ue, ndr) sono Nazioni mediterranee. I nostri popoli condividono l’appartenenza a uno spazio marittimo che proietta la sua influenza molto oltre i suoi confini puramente geografici. E che sta diventando sempre di più crocevia di interconnessioni globali”, ha sottolineato la premier. “L’Italia non potrebbe mai concepire la propria identità senza il Mediterraneo che nei prossimi anni può rappresentare – ha detto – un anello di congiunzione tra Occidente ed Oriente, tra nord e sud del mondo. Il Mediterraneo rappresenta una frontiera strategica per l’Europa”. E con Cipro – rivendica la premier – “abbiamo lavorato con grande determinazione e costanza” per “chiedere che il Mediterraneo avesse l’attenzione strategica che merita da parte dell’Europa”.
“Insieme un approccio diverso dell’Europa sull’immigrazione”
Davanti alla stampa la presidente del Consiglio ha sottolineato le sinergie tra Roma e Nicosia. A partire da “un approccio diverso da parte dell’Europa in materia migratoria. Per difendere i confini esterni dell’Unione, per contrastare con sempre maggiore incisività l’immigrazione illegale di massa, per rafforzare i canali legali”. “Nel nostro incontro abbiamo ribadito la nostra soddisfazione per l’approvazione della lista Ue dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del concetto di Paese terzo sicuro. Abbiamo confermato il nostro impegno per attuare velocemente il patto di migrazione e asilo. Molto resta da fare, ma voglio ringraziare la Presidenza cipriota per il lavoro molto prezioso che sta portando avanti per arrivare all’approvazione definitiva del nuovo regolamento rimpatri.
L’Europa deve scegliere se essere protagonista o subire il destino
La premier ha anche insistito sulla situazione complessa per l’Europa. Che è “sostanzialmente chiamata a scegliere se vuole davvero essere protagonista del proprio destino o limitarsi a subirlo. È un momento che richiede concretezza nell’azione, buon senso. Ma anche il coraggio di fare alcune scelte importanti in materia di competitività, di sicurezza“. Due settori complementari, due facce della stessa medaglia.
Se la Ue vuole contare deve cambiare in fretta
“Se l’Europa vuole contare in un contesto globale che cambia rapidamente, deve rafforzare il proprio mercato interno, ridurre gli oneri amministrativi e accelerare la semplificazione normativa. Non c’è da, questo punto di vista, più tempo da perdere, a partire da una priorità che consideriamo assoluta: i costi dell’energia“. L’impegno che ci siamo assunti – ha detto la premier – “è quello di costruire risposte concrete già al Consiglio europeo di marzo. Perché non possiamo chiedere alle nostre imprese di competere sui mercati globali se strutturalmente pagano l’energia più dei loro competitor”.