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Una messa per le vittime delle Foibe fa impazzire Cgil e Anpi: “Manca il contradditorio…”

A Gallipoli

Una messa per le vittime delle Foibe fa impazzire Cgil e Anpi: “Manca il contradditorio…”

Cronaca - di Marta Lima - 22 Febbraio 2026 alle 17:07

Vietato celebrare a scuola una Festa, quella del Ricordo delle vittime delle Foibe, del 10 febbraio, riconosciuta da una legge nazionale e dallo Stato italiano. L’arroganza di Cgil e Anpi non ha limiti e la vicenda di Lecce lo dimostra. A Gallipoli il “Comitato 10 febbraio” aveva organizzato la commemorazione delle vittime delle Foibe con un dibattito e una messa nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Ma sull’incontro, poi svoltosi, con il reporter di guerra Fausto Biloslavo dei giovani del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze e degli studenti del liceo Quinto Ennio s’è abbattuta la polemica dei sindacalisti di Landini e della locale sezione dei partigiani, che hanno contestato l’iniziativa dal titolo “Il ricordo vola fino a noi”.

Il ricordo delle Foibe non si può fare, dicono Cgil e Anpi

Nettamente contrari alla partecipazione degli studenti il segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara, e la segretaria generale della Flc Cgil Lecce, Francesca Franza, i quali hanno ribadito la necessità che “sia garantito il principio di laicità della scuola e dello Stato”. A nulla sono valse le motivazioni della dirigente scolastica Novella Italia Pepe, che ha ricordato di daver preso parte a una commemorazione comunque «riconosciuta dalla Repubblica italiana» aggiungendo che «l’iniziativa contestata in maniera del tutto strumentale non aveva, così come non ha avuto nel suo svolgimento, alcuni riferimento e coinvolgimento politico, e oltre al momento commemorativo è stata animata solo dall’aspetto culturale e della lezione storica per trasformare il ricordo in testimonianza viva per non dimenticare quanto accaduto». Partigiani e sindacalisti hanno insistito sulla circostanza che «sarebbe stato più opportuno garantire un ambiente educativo inclusivo delle diverse culture e sensibilità religiose, garantendo tra l’altro contraddittorio e diverse prospettive e voci, com’è prassi nei dibattiti in ambito scolastico». Ma cosa c’era da dibattere nel contraddittorio? Che le Foibe non sono mai esistite e che i partigiani di Tito non abbiamo massacrato centinaia di italiani innocenti?

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