Il "board" per Gaza
Tajani ridicolizza la sinistra: “Noi portiamo l’Italia al tavolo della pace, voi pacifisti volete starne fuori…”
Sono duri, ma al contempo ironici, i toni usati dal ministro degli Esteri Antonio Tajani al cospetto di un’opposizione che vanta credenziali pacifisti e pro-Gaza ma che boicotta il “tavolo di pace” lanciato da Trump chiedendo all’Italia di non partecipare. Se vuoi fare la pace, sembra essere il moto della sinistra, fai la guerra a chi, come Trump e la Meloni, cerca di fare la pace. Un gioco di parole, ma c’è poco da scherzare. E nella discussione alla Camera sulla partecipazione del nostro Paese al “Board of peace” Tajani respinge al mittente le accuse di subalternità agli americani e agli inglesi. “Non partecipiamo ad alcuno comitato d’affari, né scodinzoliamo vicino a Tony Blair. Non collaboro con nessuno se non con il governo di cui faccio parte”, ha tuonato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in una seduta a tratti surreale. “A proposito di scodinzolare noi non andavamo a scodinzolare attorno alla signora Merkel sotto voce al bar, per chiedere: ‘ci penso io a tenere buoni gli altri'”, ha fatto notare il titolare della Farnesina. Toni ai quali ha fatto eco l’opposizione al grido: mai nel “tavolo di Trump”, con buona pace di Gaza.
L’aula della Camera, alla fine, ha approvato la risoluzione di maggioranza. A dare il via libera al testo 183 voti a favore, mentre 122 i contrari. La risoluzione invita il governo a “partecipare, in qualità di osservatore alla riunione inaugurale del Board of Peace che si terrà a Washington il 19 febbraio 2026 e ad ogni futura attività che lo stesso Board of Peace svolgerà sulla base del mandato ricevuto con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2803”. E’ stata poi bocciata la risoluzione presentata unitariamente da tutte le opposizioni.
Tajani e il governo italiano nel “Board of peace” come osservatore
“Il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione americana a presenziare in qualità di Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace in programma giovedì a Washington. Questa è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”, ha detto il ministro degli Esteri sottolineando che “l’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”.
Tajani ricorda che il governo italiano “ha sostenuto sin dall’inizio il piano di pace. Voglio essere molto chiaro: se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo piano dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà”. “Gaza è cruciale per la nostra sicurezza nazionale, anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari. Ma è soprattutto una ferita aperta – ha aggiunto – che ha scosso le coscienze di tutti noi e che ha visto l’Italia in prima linea per salvare vite, alleviare le sofferenze dei civili e far tacere le armi”.
“L’Italia, per la sua storia, per la sua collocazione geografica e per il ruolo politico di primo piano che svolge nella regione, non può e non deve restare ai margini di questo processo”. “Il governo italiano continuerà a fare la sua parte. Non ci stancheremo mai di lavorare per la pace. È quello che chiede e ci chiede la grande maggioranza degli italiani. È quello che un grande Paese ha il dovere di fare”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.
Quanto alle proteste dell’opposizione, Tajani sottolinea che “a parte gli attacchi legittimi al presidente Trump e al Board of Peace, non ho sentito una parole di proposta su cosa bisogna fare”. “Attendo un rapporto scritto dell’opposizione su quali sono le proposte per il futuro della Palestina”, ha aggiunto. “Non partecipiamo ad alcuno comitato d’affari, né scodinzoliamo vicino a Tony Blair. Non collaboro con nessuno se non con il governo di cui faccio parte”, ha affermato.
Tajani annuncia infine che “stiamo lavorando per preparare una proposta finanziaria ambiziosa e autorevole, che rappresenti la base per un nostro impegno nazionale. Vogliamo mettere a disposizione della Comunità internazionale due asset chiave: il Polo Onu di Roma e il centro umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi”. “Insieme al Ministro degli Esteri tedesco Wadephul abbiamo lanciato una iniziativa politica in Europa con questo obiettivo. Ne parleremo con Mladenov già al prossimo Consiglio Affari Esteri – ha detto il titolare della Farnesina – Ho incaricato anche il nostro Rappresentante Permanente presso le Nazioni Unite, Ambasciatore Marrapodi, di informare costantemente i Vertici dell’Organizzazione sulle iniziative italiane. Vedrà il Segretario Generale già nei prossimi giorni”.
La sinistra pacifista che rigetta il tavolo della pace
E la sinistra? La posizione è quella di mettere fuori l’Italia da qualsiasi progetto di pace. “Mi rivolgo alla presidente Meloni. Noi siamo all’opposizione e abbiamo presentato oggi una risoluzione unitaria di tutte le opposizioni, ma quando Meloni va all’estero rappresenta tutto il Paese e rappresenta anche noi. Io le chiedo di non andare a Washington e di non far partecipare l’Italia al bordo fisso cui Trump vuole sostituire le Nazioni Unite di tener fede alla nostra Costituzione e alla storia del nostro Paese”, ha detto Elly Schlein parlando in aula. Per il leader di Avs Fratoianni, invece, “lei ministro Tajani è venuto ancora una volta qui a dirci che voi condannate i coloni criminali , e ci mancherebbe pure ! Ma si è dimenticato signor ministro degli esteri di rilevare che il governo di Israele, il governo del criminale Netanyahu ha appena avviato un processo di registrazione fondiaria in Cisgiordania che non accadeva dal 1967″. Era tutto previsto, ma che peccato, per la pace.