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“Sono del Pd e voto No solo perché Meloni vota Sì”. L’ennesimo delirio che non fa onore alla Schlein

Giustizia e referendum

“Sono del Pd e voto No solo perché Meloni vota Sì”. L’ennesimo delirio che non fa onore alla Schlein

Politica - di Leo Malaspina - 3 Febbraio 2026 alle 18:31

Sulla pagina dei blogger dell’Huffinghton Post c’è un articolo del giornalista Maurizio Guandalini che centra un punto molto, molto importante nel dibattito sul referendum che gli italiani si preparano ad affrontare. Discutere nel merito della riforma della giustizia è ancora possibile? Dopo le uscite pubbliche di Goffredo Bettini e di Nichi Vendola, che hanno candidamente confessato che la priorità politica del Pd e della sinistra è quella di abbattere il governo Meloni votando No anche se si è d’accordo sulla separazione delle carriere, iniziano a fioccare anche le “confessioni” degli elettori del Pd. Come riferisce proprio Guandalini, “tra i più qualificati analisti indipendenti del sistema finanziario globale, docente, organizzatore di eventi internazionali per la Fondazione ISTUD, giornalista, opinionista per quotidiani e tv, da l’Unità a il Riformista, dal Maurizio Costanzo Show di Canale 5 a Omnibus e Coffee Break de La7” e tante altre cose.

Referendum, i dubbi degli elettori del Pd e la linea anti-Meloni

“Un elettore del Pd mi scrive: ‘Al referendum sulla giustizia voto No perché sono contro Meloni. Mi meraviglia che molti del Pd se ne vanno per proprio conto a sostenere il Sì ignorando che qui il problema è sconfiggere il governo. Non capisco perché il Pd continua farsi male, sarebbe ora si svegliasse anche su altri problemi ascoltando i cittadini’.  Giriamo questo sentiment perfetto, sullo stato del Pd, a Elly Schlein. Alla quale va riconosciuto il gran daffare a tenere unito un partito che ha ben sedici correnti…  Il referendum sulla giustizia è il plastico esempio del nulla. Sì o No per i cittadini non cambierà granché. La giustizia rimarrà impantanata nel suo logorio.. Il Pd invece di stare unito attorno alla segretaria, che fa? Apre il dibattito. Diviso. Riflesso esatto delle correnti interne. Sono i cosiddetti riformisti (quelli in vista per la questione Ucraina) i catalizzatori del ‘ma anche S씑 Complimenti, uno strike back perfetto”, scrive Maurizio Guandalini, che considera la Schlein la leader unica e insostituibile, ma che nella sua analisi non può fare a meno di mettere il dito nella piaga: nessuno, o in pochi, a sinistra, hanno paura della riforma “autoritaria” della giustizia da parte del pericoloso governo Meloni. Ma tutti, o quasi tutti, diranno No solo per “andare contro la Meloni”, ed è giusto farlo, come sottolinea il lettore che sferza il suo stesso partito invitandolo a non lasciarsi attirare dal dibattito nel merito… E’ la politica, bellezze!

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di Leo Malaspina - 3 Febbraio 2026