Via libera
Sicurezza, dal confronto tra Mantovano e Mattarella l’intesa con il Colle: ecco il piano contro i violenti
Politica - di Bianca Conte - 5 Febbraio 2026 alle 09:02
Tutto secondo programma: il pacchetto di norme arriva in Cdm dopo il confronto positivo tra Mantovano e Mattarella. Fonti del governo hanno sottolineato che l’interlocuzione con il Quirinale è stata “ottima” come sempre, e che si stanno svolgendo diverse riunioni tecniche per mettere a punto i testi in vista del Cdm (di oggi). Due provvedimenti – circa ottanta pagine in tutto – su cui il Colle ha chiesto chiarimenti e correttivi da giorni, soprattutto su due punti: il cosiddetto scudo per le forze dell’ordine e il fermo preventivo. Sul primo, riferiscono fonti qualificate, l’intesa ci sarebbe da giorni. Mentre sul secondo nodo da sciogliere si sarebbe ormai alle limature. Intanto, il piano di Piantedosi continua a puntare a blindare le forze dell’ordine. E a stoppare le strumentalizzazioni della sinistra sui fatti di Torino. Ma procediamo con ordine.
Sicurezza, intesa con il Colle: oggi il Cdm
Il testo, al centro di un negoziato tecnico serrato tra limature e confronti nella maggioranza, e un dialogo costante con il Quirinale, è in attesa del via libera in Cdm. Il governo Meloni tira dritto sulla sicurezza e, dopo la giornata parlamentare di ieri che ha visto il Senato confermare la fiducia alla linea del Viminale, si appresta a varare oggi in Consiglio dei ministri l’atteso “pacchetto sicurezza”. Un doppio binario – un decreto-legge per le emergenze e un disegno di legge strutturale – che punta a restituire protezione ai cittadini, decoro alle città e garanzie a chi serve lo Stato.
Il confronto istituzionale sul pacchetto sicurezza
La giornata di ieri è stata segnata da un proficuo dialogo tra Palazzo Chigi e il Quirinale. Il sottosegretario Alfredo Mantovano è stato ricevuto dal Presidente Sergio Mattarella per smussare gli angoli dei dettagli tecnici dei provvedimenti. Nonostante qualche retroscena giornalistico abbia provato a soffiare sul fuoco di un presunto scontro, l’ambiente di governo parla di un clima disteso. La “collaborazione istituzionale” ha permesso di perfezionare le norme più sensibili, come il fermo preventivo (fissato a 12 ore per garantire l’ordine pubblico prima di manifestazioni a rischio). E lo scudo penale per le forze dell’ordine, che estende la tutela della legittima difesa anche a medici e giornalisti, categorie sempre più esposte a aggressioni.
«È in corso un confronto con il Colle, come accade sempre in queste occasioni», ha spiegato ieri in Senato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.
«C’è, come è giusto che sia, una maggiore attenzione visto che si tratta di provvedimenti che incidono sulle libertà personali. Ma non è un’interlocuzione più complessa di altre», aggiunge.
La linea Piantedosi e la replica alle insinuazioni delle opposizioni
Tutto chiaro, ma con una precisazione dirimente arrivata ieri in aula a Palazzo Madama, mentre i tecnici lavoravano ai testi. Quando il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riavvolto il nastro e respinto con fermezza le “insinuazioni indegne” delle opposizioni sui fatti di Torino, rispedendo al mittente l’accusa di voler adombrare che «le violenze» siano state «organizzate» o comunque «tollerate» dalle istituzioni. Ribadendo che i professionisti del disordine di Askatasuna non sono “pedine”, ma delinquenti che da trent’anni assediano le istituzioni e tengono sotto scacco quartieri (quando va bene). E intere città quando scendono in piazza. Quindi, ha concluso Piantedosi, «dare la colpa allo Stato è spesso un modo per assolvere i colpevoli e, allo stesso tempo, per assolversi». Così alla fine, come previsto, la risoluzione di maggioranza, approvata con 88 voti ( 56 contrari e nessun astenuto), ha certificato la compattezza del centrodestra.
Pacchetto sicurezza nel dettaglio: ecco cosa prevedono le nuove norme
Dunque, in grande sintesi, il cuore del decreto operativo prevede innanzitutto una stretta sull’ordine pubblico: Daspo urbano rafforzato e un nuovo illecito per chi fugge pericolosamente all’alt della polizia. Lo stop alle armi bianche: con divieto assoluto di vendita ai minori. Il nodo della responsabilità genitoriale, per cui nel Ddl troveranno spazio norme più severe e mirate contro la criminalità giovanile, chiamando le famiglie a rispondere delle azioni dei figli. E, infine, al capitolo migranti, un possibile “spacchettamento” per garantire procedure di espulsione più rapide ma blindate sotto il profilo giuridico.
E alla fine di una lunga giornata di confronti e risoluzioni, nel percorso parlamentare l’esecutivo dà un ulteriore prova di saper coniugare il rigore necessario con il necessario vaglio di costituzionalità, declinando la discussione politico-giuridica alla sicurezza dei cittadini tutti. Il semaforo verde è acceso: con la speranza di riuscire a voltare pagina nel segno di legalità e garanzie pragmatiche.
di Bianca Conte - 5 Febbraio 2026