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Si risveglia la galassia anarchica. Sotto le carceri con antagonisti e pro Pal per la liberazione del “compagno Hannoun”

Partigiani palestinesi

Si risveglia la galassia anarchica. Sotto le carceri con antagonisti e pro Pal per la liberazione del “compagno Hannoun”

Politica - di Sara De Vico - 21 Febbraio 2026 alle 17:01

Non bastavano la guerriglia urbana firmata dai centri sociali e le violenze antagoniste sotto la sigla pro Pal. In queste ore di appelli urlati alla rivolta sociale e all’eversione si risveglia la rete anarchica allevata da Alfredo Cospito, condannato a 23 anni attualmente al 41 bis nel carcere di Opera. L’ultima crociata al grido “La Resistenza non si arresta” della variegata rete che va dai collettivi di estrema sinistra alla galassia anarchica è per la liberazione dei detenuti palestinesi. “Eroi”, vittime del governo islamofobico neanche a dirlo, finiti in carcere nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti dall’Italia a Hamas o nelle varie operazioni contro terrorismo e radicalismo di stampo islamista. Parola d’ordine: presidi di solidarietà e pressing di piazza davanti ai carcere.

Anarchici in piazza per la liberazione degli amici palestinesi

Almeno tre in programma oggi con la collaborazione dell’Api, l’Associazione dei palestinesi in Italia finita al centro dell’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas che ha portato in carcere il leader Mohammad Hannoun.  La prima mobilitazione è davanti al carcere di Melfi, in Basilicata, per  esprimere solidarietà a favore di Anan Yaeesh, militante della Brigata di Tulkarem condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi per associazione con finalità di terrorismo o eversione. Nella nota delle Reti per la Palestina della Basilicata si proclama supporto totale ai “partigiani palestinesi rifugiati politici” per rendere “più forte e visibile il legame tra tutte le mobilitazioni» in contemporanea.

Presidi sotto le carceri in Basilicata e Calabria

L’altro presidio è a Rossano Calabro per la liberazione  di Yaser Asaly, Reyad Bustanji e Ahmad Salem. Stesso copione davanti al carcere di Ferrara per un altro palestinese coinvolto nella stessa inchiesta, Raed Dawoud. La rete antagonista pro Pal insieme agli amici dell’Api si scalda i muscoli in vista della grande mobilitazione del primo marzo. Questa volta davanti al carcere di massima sicurezza di Terni dove si trova Mohammad Hannoun. A suo carico l’accusa di aver destinato a finalità terroristiche una parte consistente dei fondi raccolti ufficialmente per scopi umanitari a favore della popolazione palestinese. Oltre il 71% delle somme, pari complessivamente a più di 7,2 milioni di euro, sarebbe stato dirottato – direttamente o indirettamente – verso Hamas o organizzazioni a essa collegate, a partire dall’ottobre 2001. E in particolare dopo la mattanza del 7 ottobre 2023, sottraendo risorse alle reali necessità dei civili di Gaza.

 

 

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di Sara De Vico - 21 Febbraio 2026