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“Se Taiwan cade altri Paesi saranno nel mirino della Cina. Ripercussioni su Ue e Usa”

L'allarme del presidente Lai

“Se Taiwan cade altri Paesi saranno nel mirino della Cina. Ripercussioni su Ue e Usa”

Il capo del governo dell'Isola delinea la strategia di Xi Jinping, che potrebbe puntare altri obiettivi come Giappone e Filippine. Accoglie positivamente il confronto in programma ad aprile con gli Usa e assicura: gli Stati Uniti ci sosterranno

Politica - di Marcello Di Vito - 12 Febbraio 2026 alle 10:18

Se Pechino dovesse mai conquistare Taiwan, altri Pesi della regione asiatica potrebbero essere i prossimi obiettivi del regime cinese. A lanciare l’allarme, che molto suona come monito è il presidente William Lai, che ha ulteriormente insistendo sulla necessità che l’Isola rafforzi drasticamente le sue difese. Durante un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa francese Afp, Lai si è detto fiducioso che il parlamento approverà il budget aggiuntivo di 40 miliardi di dollari per finanziare acquisti cruciali per la difesa, comprese le armi dagli Stati Uniti. Seppur il presidente cinese Xi Jinping abbia invitato Washington alla prudenza relativamente alla vendita di armi a Taipei, Lai, in carica da maggio del 2024, ha affermato che gli Stati Uniti sosterranno Taiwan e non avranno bisogno di usarla come “merce di scambio” con la Cina.

Per Pechino Taiwan è territorio cinese

Il governo di Pechino non ha mai provato nemmeno a celare la convinzione che l’isola sia parte “sacra” e “inalienabile” del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario. Ma “se Taiwan venisse annessa alla Cina, le ambizioni espansionistiche della Cina non si fermerebbero qui”, ha detto ancora Lai. E “i prossimi Paesi a rischio saranno il Giappone, le Filippine e altri nella regione indo-pacifica, con ripercussioni che alla fine raggiungeranno le Americhe e l’Europa”, ha affermato.

Bene incontro Trump -Xi se utile a tutelare lo status quo

Il presidente ha osservato che le recenti epurazioni dei generali cinesi dall’Esercito popolare di liberazione sono “davvero una situazione insolita”, ma ha anche ricordato che a prescindere da tutto l’isola deve comunque essere preparata. In vista dell’incontro previsto ad aprile in Cina tra i presidenti americano Donald Trump e cinese Xi Jinping, Lai ha affermato che Taiwan accoglie con favore ogni dialogo o confronto che contribuisca a tutelare lo status quo. “Riteniamo che il presidente Trump stia intraprendendo un difficile sforzo di costruzione della pace, che implica la salvaguardia degli interessi statunitensi e la dissuasione dell’espansionismo cinese nel breve termine” ha sottolineato.

Elogio all’Europa sul sostegno all’Ucraina

Infine, un elogio del sostegno dell’Europa alla “resistenza dell’Ucraina” nella sua pluriennale guerra contro le forze d’invasione russe e un auspicio di una maggiore cooperazione con l’Europa in materia di difesa.

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di Marcello Di Vito - 12 Febbraio 2026