L'ultimo tentativo
Sanremo, l’appello di La Russa al conduttore: su Pucci mi aspetto una sorpresa riparatoria. Ci sono tanti modi per farlo, Conti ne trovi uno (video)
Alla vigilia del debutto, il caso Pucci continua a tenere banco… E non solo per il Tapiro di Striscia la Notizia. La bandita a suon di insulti e minacce del comico milanese dal palco dell’Ariston travolge il Festival di Sanremo e accende lo scontro politico sulla libertà artistica e il presunto “conformismo” culturale. Cos’, dopo la rinuncia del comico all’ingaggio, finito nel mirino delle critiche social per le sue posizioni politiche, interviene ora con decisione la seconda carica dello Stato.
Attraverso un video pubblicato sui propri canali social, il Presidente del Senato Ignazio La Russa commenta le recenti spiegazioni fornite dal direttore artistico Carlo Conti, chiedendo un gesto simbolico per “riparare” allo strappo. O meglio: a quello che definisce un ingiusto isolamento professionale.
Sanremo, l’ultimo appello del presidente del Senato La Russa per una conciliazione su Pucci
«Ho visto la conferenza stampa di Carlo Conti su Sanremo. Ha correttamente detto che Pucci era stato invitato senza pressione da parte di alcuno per sua scelta, e che ha deciso lui di non andare a seguito delle intollerabili accuse, minacce e aggressioni che gli sono state rivolte da chi lo accusava in sostanza di non essere di sinistra. E capisco Pucci. Capisco che non abbia voluto mettere a rischio la propria immagine di professionista di fronte a chi magari poteva tendergli un agguato nella serata di Sanremo. Ma da parte del conduttore Conti mi aspetto qualcosa di più che dire “Vabbè, pazienza ha deciso lui”… Mi aspetto magari una sorpresa»…
«Ci sono tanti modi per ripagare all’ingiustizia e all’obbligo alla rinuncia di Pucci. Sta a Conti trovarne uno»
Del resto, aggiunge La Russa nel suo intervento social a 24 ore dall’avvio della kermesse festivaliera sanremese, «ci sono tanti modi per ripagare della ingiusta sofferenza e dell’ingiusto obbligo di rinuncia che hanno costretto Pucci a gettare la spugna. Ci sono tanti modi per ripagarlo. Sta al conduttore trovarne uno, per fare comunque risultare in qualche modo una presenza riparatoria del comico»…
Un richiamo ai guardiani della fede progressista (e non solo)
L’intervento di La Russa mette a nudo l’ennesimo episodio di intolleranza ideologica da parte di chi, in nome di una presunta superiorità morale, pretende di concedere o negare il diritto di cittadinanza sul palco dell’Ariston. La vicenda di Pucci non è solo una questione di palinsesto, ma la conferma di un clima d’odio che tenta di silenziare chiunque non si allinei ai diktat della sinistra. Ora la palla passa a Carlo Conti: la speranza è che il Festival sappia dimostrare nei fatti di essere davvero la casa di tutti gli italiani, trovando il modo di rispondere con il coraggio del pluralismo alle aggressioni oscurantiste dei “guardiani della fede” progressista.