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Sanremo, figuraccia di Fratoianni: “Censura meloniana: sbianchettata l’Unità!”. Ma la Rai lo asfalta…

La sinistra all'attacco

Sanremo, figuraccia di Fratoianni: “Censura meloniana: sbianchettata l’Unità!”. Ma la Rai lo asfalta…

Politica - di Lucio Meo - 26 Febbraio 2026 alle 17:25

Ma quale censura meloniana, ma quale sbianchettamento politico. Nicola Fratoianni, leader di Avs, si impegola anche su una polemica sanremese e ne esce con le ossa rotta. Tutto parte dalla storica prima pagina sul referendum istituzionale che era apparsa sul palco del festival quando l’anziana Gianna Pratesi era stata chiamata a portare la propria testimonianza sulla “sinistra” che avrebbe bloccato la monarchia sostenuta dai fascisti.

Sanremo e le accuse di Fratoianni sulla censura de l’Unità

A parte le inesattezze storiche, Fratoianni ha fatto notare come, oltre al titolo su “Repupplica”, refuso diventato virale, comparisse una foto con persone intente a leggere un quotidiano, con il risultato storico del referendum che pose fine alla monarchia in Italia, una prima pagina de “l’Unità” ma con la testata “sbianchettata: “Sul palco del Festival di Sanremo è stata censurata l’immagine di alcuni cittadini italiani che nel giugno del 1946 leggevano l’Unità con la notizia della vittoria della Repubblica al referendum. Con un intervento di photoshopping maldestro, è stata cancellata la testata del giornale, cioè la scritta l’Unità. È una operazione che immaginiamo sia stata decisa dalla Rai. Ed è una scelta molto grave. Compiuta per oscurare un pezzo della storia del nostro paese. Il giornale l’Unità e il Partito Comunista ebbero un ruolo importantissimo in quella campagna elettorale che portò alla caduta della monarchia…”.
Polemicone, dunque, durato però il tempo di un paio di agenzie. Il problema non era l’Unità, ma il marchio. “È una questione tecnica, lo abbiamo fatto anche su altre foto, per evitare indebiti rilievi – ha chiarito in conferenza stampa Williams Di Liberatore, direttore dell’intrattenimento prime time Rai – lo abbiamo fatto in più occasioni». Di Liberatore ha replicato alla giornalista del Fatto Quotidiano che ha posto la questione in sala: “Benché sia un giornale è un marchio. Possono andare solo i marchi che vengono regolamentati dentro un determinato processo di placement. Si cerca di esser prudenti”. Ma Fratoianni insiste sulla censura meloniana, troppo bella per essere vera, perfino a sinistra.

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di Lucio Meo - 26 Febbraio 2026