La passerella inventata
Sanremo, allarme a sinistra: “Ci saranno Meloni e figlia in prima fila”. E’ una “bufala”, ma si riproduce in fretta…
Il Fatto cita La Stampa, è una bufala che ne origina un’altra che poi ne produce un’altra e altre ancora, si parla di Festival di Sanremo ma ricorda la Fiera dell’Est, quando per due soldi un topolino mio padre comprò. E venne il giornalista che lanciò l’indiscrezione, che fu ripresa, che fu copiata, che fu commentata, che sbarcò sui social, che scatenò gli haters, che al mercato mio padre comprò…
Come nasce una bufala sulla Meloni a Sanremo
Inizia tutto così, per caso, come nelle grandi commedie all’italiana. Travaglio dà l’annuncio: “Rai Uno, ore 20.40 del 24 febbraio. Carrellata sulla platea Ariston, prima serata del Festival di Sanremo. Il primo volto noto inquadrato potrebbe essere quello di Giorgia Meloni, con la figlia Ginevra accanto’, scrive La Stampa. Un retroscena che riporta ‘Sanremo 2026 al centro della scena: solo la partecipazione di chi occupa un ruolo istituzionale o una manovra politica? Secondo il quotidiano torinese, la Premier sarebbe determinata a godersi lo spettacolo condotto da Carlo Conti e Laura Pausini, con le esibizioni dei trenta big in gara…”, scrive il “Fatto quotidiano“, evidenziando una sorta di golpe canterino a un mese dal referendum per tirare la volata al “Sì” con la sola inquadratura iniziale della prima fila del teatro.
Basta poco. L’allarme rosso si diffonde nelle redazioni dei giornali, la “bufala” si riproduce sotto forma di inciucio, indiscrezione, sussurro, grida, leggenda metropolitana, “Fanpage” abbocca, crea la notizia e la commenta ironicamente, c’è aria di passerella di regime, forse di fascismo canoro, “Repubblica” non può ignorare cotanta indiscrezione e cavalca, anzi, munge la “bufala”, maliziosamente parla di “tentazione” della premier, ed ecco che i retroscenisti partono alla carica come torelli all’assalto sempre della stessa “bufala”, poverina, mentre si muovono i colossi del web pane e sale, un autorevole sito, “trash tv”, riprende i rumors sulla premier sanremese, poi arriva la testata Gay.it che si gioca il jolly, un fotone della Meloni con grafica accattivante che scatena l’indignazione sui social di riferimento, c’è aria di manifestazione Pro-San sotto l’Ariston, si vocifera di un marcia al Quirinale di Fratoianni e Bonelli con vecchi dischi di Morandi alla mano, qualcuno ipotizza un ritorno di Pucci sotto forma di Carlo Conti dopo una gragnuola di lampade, il referendum e Sanremo attizzano i complottisti, i No-Ref, i No-Nordio, i No-Mel, i No-Povia, e chi più ne ha più ne metta.
Poi arriva una nota di Palazzo Chigi, battuta dalle agenzie. “La premier Giorgia Meloni non sarà a Sanremo per assistere al Festival. Lo puntualizzano fonti di governo, precisando che l’ipotesi – circolata sulla stampa – non è mai stata presa in considerazione”. Vabbè, dettagli. Le due righe finiranno a fine pezzo. Come canterebbe Anna Oxa, “quando nasce una bufala, non è mai troppo tardi, scende come un bagliore, da una stella che guardi…“.