Il "modello" perde colpi
Sanchez, altra batosta elettorale in Aragona. L’idea choc di regolarizzare 500mila migranti irregolari non fa effetto…
Procaccini: " Il premier spagnolo sbaglia tutto: subisce la migrazione invece di governarla. L'unico modello è quello italiano: ovvero quello dei flussi legali". Il provvedimento- sanatoria non sembra giovare al partito socialista, ancora perdente nelle ultime elezioni locali. L'icona sbiadita di Elly Schlein
“Il modello Sanchez per la migrazione è sbagliato, perché subisce la migrazione invece di governarla”. In poche parole il capogruppo di Ecr ed eurodeputato di FdI, Nicola Procaccini, parlando in conferenza stampa a Strasburgo, demolisce il “modello Sanchez” tanto caro alla sinistra di casa nostra. Il premier spagnolo che ha preso un’altra batosta elettorale in Aragona un paio di giorni fa, con un colpo a effetto ha approvato una sanatoria che aiuterà centinaia di migliaia di migranti – si parla di 500mila- a uscire dall’illegalità. L’esecutivo guidato da Pedro Sánchez calcola che saranno circa mezzo milione le persone che potranno usufruire di tale sanatoria. A dare l’annuncio, lunedì sera, il partito Podemos che ha rivendicato il merito di aver convinto il governo a un passo atteso già da molti anni dalle sinistre spagnole. Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, oltre a minacciare azioni legali contro l’operato del governo, ha promesso di “ribaltare le politiche migratorie del governo” qualora il suo partito dovesse vincere le prossime elezioni, che si terranno entro l’estate del 2027.
Procaccini: “Sanchez subisce l’immigrazione, l’Italia la governa”
Così, batosta dopo batosta elettorale – la penultima ultima in Estremadura prima di Natale, ora l’Aragona- arrivano proposte choc da parte del governo socialista: una settimana fa l’ok a un provvedimento che consente i permessi retribuiti a chi – anche non parenti- accompagnino un malato ad effettuare l’eutanasia. Ora l’idea di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti entrati illegalmente. “E’ un errore – fa notare- Procaccini- . Un errore per la Spagna e per l’Europa visto che queste persone potranno poi viaggiare in tutta l’Ue”. E del resto la visione di Sanchez cozza con un modello Europeo, a trazione italiana, certificato in Europa. “Dall’altra parte oggi qui all’Eurocamera votiamo un modello di migrazione che offre protezione a chi ne ha davvero bisogno. Per i migranti economici c’è un modello italiano, che prevede flussi regolati in base alle capacità e alle possibilità di integrazione”.
“Il modello è quello italiano”
Procaccini spiega le ripercussioni di tale presa di posizione spagnola: “Ho letto dell’intenzione di rendere cittadini spagnoli centinaia di migliaia di migranti entrati illegalmente in Spagna. Io ritengo che sia un grave errore, non soltanto per la Spagna ma per l’intera Europa: perché acquisendo la cittadinanza spagnola vuol dire automaticamente acquisire anche quella europea”. “Dall’altra parte, ciò che votiamo oggi è un modello diverso di governo dell’immigrazione; che significa offrire protezione internazionale a chi davvero è in pericolo di vita, chi davvero è perseguitato. Mentre, per quanto riguarda i cosiddetti migranti economici, il modello, se me lo consentite, è casomai quello italiano”.
Ovvero quello dei flussi legali. “Si stabilisce quali sono il numero di migranti economici che possono entrare legalmente in Italia o in Europa; eventualmente anche soltanto per un periodo ristretto, in base alle loro caratteristiche, in base ai lavori che sanno svolgere: in base alla loro possibilità di essere integrati nelle società europee e di poter anche aiutare le società europee a sviluppare la loro economia”. “Per anni, qui a Bruxelles – incalza Procaccini- ha prevalso il modello socialista di immigrazione. E noi abbiamo avuto migliaia di morti in mare, abbiamo avuto le città europee consegnate all’immigrazione illegale e la creazione di ghetti all’interno delle città europee. Sappiamo che di sicuro quello è il modello sbagliato”.
Dèbacle elettorale per Sanchez in Aragona
Sanchez le prova tutte, ma non sembra che le sue idee giovino al suo partito socialista, travolto dagli scandali e da elezioni regionali molto negative. Due giorni fa si è votato in Aragona, regione del nordest della Spagna. Sono elezioni locali ma rilevanti anche a livello nazionale. Come ci si aspettava ha vinto il Partito Popolare (PP) di centrodestra, come era successo a dicembre in Extremadura. Il PP ha ottenuto il 34,2 per cento dei voti, mentre il Partito Socialista, che a livello nazionale guida il governo con il primo ministro Pedro Sánchez, ha ottenuto il 24,2 per cento, con un distacco di dieci punti percentuali. Con 18 seggi contro i 23 che aveva. Come ci si aspettava si è rafforzato il partito di destra Vox, che ha ottenuto 14 seggi, il doppio rispetto a quelli attuali. Le opposizioni di destra sperano che il buon risultato in Aragona e poi eventualmente nelle successive elezioni regionali in Castilla y León e Andalusia possano confermare la crisi del partito di governo e costringere Sánchez alle dimissioni prima della scadenza prevista del 2027.