Aperto il fascicolo
Sabotaggi ai treni, la Procura di Roma indaga per terrorismo. Chi è il primo fermato
Si apre un fascicolo per terrorismo. La notizia che arriva nella mattinata di giovedì è che la Procura di Roma, dopo aver ricevuto l’informativa della polizia ferroviaria e della Digos sui sabotaggi che sabato hanno interessato le linee ferroviarie tra la Capitale e Firenze, ha aperto un fascicolo d’inchiesta. L‘ipotesi di reato è di attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione con finalità di terrorismo, per i sabotaggi avvenuti lungo la direttrice dell’Alta Velocità e sulla tratta compresa tra Roma Tiburtina e Settebagni.
Le indagini, secondo quanto apprende LaPresse, dovranno ricostruire nel dettaglio dinamica, modalità e e le responsabilità delle manomissioni che hanno messo in ginocchio la circolazione ferroviaria, con ritardi hanno raggiunto anche i 140 minuti. Coinvolgendo sia i convogli dell’Alta Velocità sia i Treni regionali, deviati sulla linea convenzionale con inevitabile aumento dei tempi di percorrenza. All’altezza di via di Villa Spada, altro snodo ferroviario fondamentale della linea Tav è stato accertato il sabotaggio di un pozzetto tecnico ed il danneggiamento di alcuni cavi di linea, che sono bruciati. Tra le ipotesi investigative percorse quella che sta prendendo sempre più piede è legata alla pista anarchico insurrezionalista, con tre movimenti sotto la lente di ingrandimento.
Sabotaggi e pietre sui binari: si indaga per terrorismo
Finora una sola persona è stata arrestata per un grave episodio di pietre sui binari. Un ventenne che dalle perquisizioni si scoprirà legato al mondo antagonista voleva far deragliare o danneggiare un treno mettendo sassi sui binari. E’ accaduto nei pressi dei binari a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna. Il peggio è stato evitato in extremis, prima dell’impatto con un Frecciarossa. Grazie ai carabinieri, a loro volta intervenuti grazie a una segnalazione. Proseguono attentati e sabotaggi sulle linee ferroviarie del nostro Paese- così come “promesso” dagli anti-Olimpiadi e strateghi del caos– . Stavolta il sabotatore è stato fermato, quando un cittadino ha notato una persona nei pressi dei binari a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna. E avvisando le forze dell’ordine ha innescato l’inseguimento e l’arresto. L’accusa è attentato alla sicurezza dei trasporti.
Chi è il 20enne arrestato
E’ stato il Tg1 a fornire la notizia dell’arresto. Si tratta di un 20enne imolese, che lavora come impiegato ed è incensurato. Apparentemente un insospettabile, si fa per dire. A casa del giovane durante le operazioni di perquisizione è stato trovato materiale riconducibile all’area dell’estremismo antagonista, come riporta sui propri canali social il Tg1: un quadro che si sta ancora cercando di delineare, ma che rientra all’interno della casistica segnalata dall’ultimo rapporto dell’Europol.
Il mondo anarchico e i dati Europol
L’Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione nell’attività di contrasto ha attestato che il mondo antifascista e anarchico è responsabile del 91 per cento degli attentati di natura politica: nel triennio 2022-2024, la loro firma compare in 71 dei 78 assalti. Dall’inizio delle Olimpiadi Milano-Cortina quello di Castel San Pietro Terme è il sesto sabotaggio che la rete ferroviaria italiana subisce. Pesaro, Bologna, Roma, Lecco.
Al vaglio anche l’ipotesi “lupi solitari”
Le indagini seguono due direttrici: quella che ipotizza che dietro gli attentati ferroviari ci sia un gruppo organizzato. E quella che ipotizza «lupi solitari» in preda ad effetto emulazione. Il 20enne di Castel San Pietro Terme è il primo che viene fermato dalle forze dell’ordine. Gli inquirenti tenteranno di verificare se esistano collegamenti tra lui e gli altri autori dei sabotaggi: in particolare con quello che è stato effettuato a Bologna con un ordigno incendiario. E con quello di Pesaro: entrambi portati a termine il primo giorno delle Olimpiadi di Milano-Cortina e rivendicati dalle reti anarchiche.