Sabato uniti contro l'odio
Roma, Gioventù nazionale e Lega giovani in piazza per Quentin, il giovane ucciso dalla violenza antifascista
Il grido di giustizia e di dolore per la morte di Quentin Deranque a Lione, massacrato a mani nude dagli antifascisti, risuona nello spirito dei giovani di destra europei. Per questo motivo, sabato 21 febbraio Gioventù nazionale e Lega giovani scenderanno in piazza per ricordare che non c’è spazio per l’odio e la brutalità ideologica: né ora, né mai. Il corteo partirà alle 16.30 da largo di Torre Argentina e si concluderà all’ambasciata di Francia a piazza Farnese. Non ci saranno simboli politici o bandiere di sorta, ma una folla di giovani intenti a sottolineare che quanto accaduto in Francia non deve accadere anche in Italia. Come tiene a ricordare Gn, i ragazzi saranno «insieme, contro ogni forma di violenza politica». Si unisce all’appello anche la Lega giovani, che chiama a raccolta i sostenitori della capitale: «Tutti uniti per Quentin».
Roma, Gioventù nazionale e Lega giovani in piazza sabato 21 per ricordare Quentin Deranque
Anche Nazione futura di Giubilei si è unirà alla manifestazione che si terrà sabato, dopo aver rilanciato un manifesto con su scritto: «Fermiamo la violenza politica. Justice pour Quentin». Nei giorni scorsi, il leader de La France insoumise Jean-Luc Melenchon aveva persino affermato che quelli aggrediti fossero i militanti di estrema sinistra. Forse aveva dimenticato di quando chiese lo scalpo delle ragazze del Collettivo Nemesis. Ebbene, la manifestazione nella capitale italiana sarà un modo per chiedere che venga fatta giustizia su un caso che, per il momento, coinvolge anche gli assistenti del deputato della sinistra radicale Raphael Arnault.
E questa sarà dunque l’occasione per chiedere ancora una volta che venga fatta chiarezza sui fatti, anche alla luce dell’ultima uscita del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, che ha chiesto a Giorgia Meloni di smettere di «commentare ciò che sta accadendo in altri Paesi». E ancora: «Ciascuno resti a casa propria e le pecore saranno ben sorvegliate». Una reazione acida, visto che la premier aveva semplicemente detto che il dramma di Quentin era «una ferita per l’intera Europa». In poche parole, Macron fa l’europeista a corrente alternata, mentre i giovani di destra italiani sognano ancora “L’Europa dei popoli”. E sono pronti a dimostrarlo nel ricordo di uno dei loro coetanei, barbaramente ucciso dagli antagonisti.